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domenica 29 novembre 2020

Pugni e calci per arrestare Mr. Cormick

Skipper neozelandese al tentativo della Guardia Costiera di fare un'ispezione a bordo, dichiara “atto di guerra” e cerca di scappare in mare

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San Francisco – In una baia piena di barche che seguono la Coppa America, mercoledì scorso la Guardia Costiera si è avvicinata a una barca a vela di 45 piedi per un normale controllo di routine. Avvertito lo skipper che sarebbero saliti a bordo, gli agenti si sono sentiti dire: “Qualsiasi tentativo di abbordare la mia nave sarà considerato come un atto di guerra, sono armato e mi difenderò”.

Mr. Cormick, questo il nome dello strano skipper con doppia nazionalità irlandese e neozelandese, non aveva finito di lanciare il suo avvertimento alle forze dell’ordine che aveva già issato le vele a riva, alato l’ancora e cominciato a navigare verso il largo, a seguirlo, una serie di mezzi della Guardia Costiera intervenuti sul luogo.

Quando gli uomini in divisa si sono avvicinati alla barca, Cormick ha fatto effettivamente fuoco con i razzi d’emergenza. Per catturarlo la Guardia Costiera ha dovuto mettere in atto un vero e proprio piano d’abbordaggio, attaccando la barca in più punti contemporaneamente. Saliti a bordo gli agenti si sono trovati di fronte uno skipper inferocito che ha cominciato a tirare pugni, tre dei quali hanno colpito in piena faccia un agente mandandolo ko.

Gli agenti, dopo essere riusciti a immobilizzarlo, hanno arrestato l’uomo che è comparso davanti al magistrato il quale ha stabilito una cauzione di 100.000 dollari che Cormick non ha pagato preferendo aspettare nelle galere americane in qualità di “prigioniero di guerra” il suo processo che inizierà il 7 agosto.

I capi d'imputazione, tutti di ordine penale, sono tre: procurato allarme per aver lanciato i razzi d’emergenza, aggressione a pubblico ufficiale e resistenza all’arresto.