sabato 1 ottobre 2022
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Dufour: i problemi delle barche. Intervista a Domenico Furci

Sensibilizzato dalle e-mail di alcuni nostri lettori su dei problemi incontrati sulle barche della Dufour, il nostro direttore, Maurizio Anzillotti, ha intervistato il responsabile per l’Italia del gruppo Fountaine Pajot, gruppo proprietario della Dufour Yachts, il dottor Domenico Furci

Domenico Furci, responsabile commerciale per l’Italia del gruppo Fountaine Pajot, proprietario del marchio Dufour Yachts
Domenico Furci, responsabile commerciale per l’Italia del gruppo Fountaine Pajot, proprietario del marchio Dufour Yachts

Alcuni lettori nei mesi scorsi ci hanno scritto portando alla nostra attenzione dei problemi da loro riscontrati su barche Dufour da loro acquistate e prese in consegna da poco.

Quando abbiamo scritto al cantiere chiedendo lumi, per rispondere ci hanno messo oltre due settimane, cosa comprensibile. Solitamente i giornali non chiedono a un cantiere dei suoi problemi di produzione per conto dei loro lettori.

Dopo un momento di comprensibile disorientamento, il cantiere si è messo a completa disposizione per dare risposte alle nostre domande. Altri, in passato, in situazioni simili, hanno risposto con una diffida da parte del loro ufficio legale. Diffide che, logicamente, noi abbiamo ignorato.

La redazione si è quindi accordata con il cantiere per un’intervista senza paletti al responsabile commerciale per l’Italia del gruppo Fountaine Pajot, proprietario del marchio Dufour Yachts, il dott. Domenico Furci. L’accordo, che Furci ha rispettato in pieno, è stato quello di un’intervista senza condizioni, né paletti. Con professionalità, Furci ha parlato dei problemi da noi indicati spiegandone le cause e le relative soluzioni.

SVN – Alcuni lettori che hanno acquistato imbarcazioni Dufour ci scrivono segnalandoci problemi di diversa natura sulle imbarcazioni. Queste su alcuni modelli ricorrono più volte cosa che ci fa pensare che la Dufour possa avere dei problemi di produzione.

D.F. – Come sapete nel 2018 il cantiere è stato acquistato dal gruppo Fountaine Pajot. Dopo l’acquisto è iniziata un’opera di modernizzazione e di ristrutturazione che ha dovuto fare i conti con una serie di fatti inaspettati:
a) l’arrivo della pandemia
b) un boom di vendite inaspettato
c) un prosciugamento, a volte quasi totale, delle forniture per mancanza di materie prime
d) una guerra che sta peggiorando la situazione delle forniture
d) un conseguente forte innalzamento dei prezzi e, ancora più importante, una forte difficoltà nel trovare personale da assumere.
Tutti questi fattori insieme, a volte contemporanei, a volte conseguenziali, hanno creato la tempesta perfetta, facendoci vivere un momento di difficoltà che abbiamo superato da poco.

SVN – Quindi conferma che dei problemi ci sono stati.

D.F. – Sì, ci sono stati problemi limitati a poche unità appartenenti a due specifici modelli prodotti in un determinato momento. I modelli interessati sono stati il Dufour 530 e Dufour 430.

SVN – Perché solo su due modelli.

D.F. – Perché si sono verificati problemi su queste due linee di produzione, le altre linee non sono state interessate. Il Dufour 530 è il modello che ha vissuto più difficoltà a causa di una modifica necessaria sulla coperta. Una volta preso atto che c’era qualche cosa che non funzionava a dovere, abbiamo cercato e trovato la soluzione e richiamato le barche già vendute, come fanno le case automobilistiche, anche se con un po’ di ritardo a causa della pandemia. Il richiamo ci ha permesso di sistemare i problemi rilevati e, nella maggior parte dei casi, siamo intervenuti prima che questi si manifestassero. Per quanto riguarda invece il Dufour 430, si tratta di problematiche minori per le quali stanno provvedendo alle dovute riparazioni direttamente i nostri importatori.

SVN – Per il 430, ci hanno scritto di problemi con l’elica di prua.

D.F. – Sì, questo è stato un problema ma, come le ho detto, i nostri importatori e il nostro servizio post vendita stanno provvedendo alle dovute riparazioni.

SVN – Quindi i problemi sono finiti.

D.F. – Quelli connessi con la qualità delle barche sicuramente sì. A me dispiace molto che si siano verificati. La Dufour Yacht si scusa con i clienti che hanno dovuto subire fastidi e credo di poter affermare che faremo di tutto perché questo tipo di problematiche non accadano più. La mancanza di personale e le difficoltà di recruiting sono causa di disagi per tutto il settore della nautica, in particolare nella catena produttiva. La Dufour Yacht è impegnata a rinforzare in questo momento il controllo di qualità e la supply chain.

SVN – Qualcuno ha anche scritto di essersi sentito abbandonato dal cantiere, di aver trovato questo latitante e di non aver ricevuto la giusta assistenza.

D.F. – Di questo sono molto rammaricato, ma non è una colpa nostra. Dufour dispone di un’ottima rete vendita in Italia, una rete vendita composta da veri professionisti e sono loro che devono intervenire per risolvere questo tipo di situazioni in collaborazione con il nostro servizio post vendita. Sicuramente è possibile che qualcuno a causa delle varie vicissitudini di questo ultimo periodo, abbia ritardato nell’assistenza, ma le assicuro che è un episodio, nulla di più.

SVN – Ci sono altri problemi, dobbiamo aspettarci, altre mail.

D.F. – Problemi ce ne sono ancora, ma nulla che possa riguardare i nostri armatori.

SVN – Di che problemi stiamo parlando.

D.F. - Problemi connessi con la produzione. Ad oggi non siamo ancora in grado di soddisfare tutte le richieste che abbiamo. Siamo costretti a razionare le barche alla nostra rete vendita e questo significa il mancato raggiungimento degli obiettivi economici del cantiere. Avere importatori che premono per avere barche e clienti ai quali non si può vendere la barca che vorrebbero è una cosa difficile da gestire.

SVN – Da cosa dipende questa situazione.

D.F. – Come dicevo prima, principalmente dalla carenza di forniture e dalla difficoltà di reperire personale da assumere. Nell’ambito della nostra ristrutturazione avevamo in progetto di assumere diverse centinaia di persone per far fronte all’aumento della produzione ma, al momento, siamo riusciti ad inserirne in organico solo un numero esiguo. Consideri che per garantire la qualità Dufour, servono operai altamente specializzati e figure di questo tipo non sono facili da trovare. Questo ci costringe a tirare le redini della produzione per non incorrere in altri errori, ovvero, siamo costretti a vendere meno barche di quelle che potremmo vendere in questo momento.

SVN – Quando crede che la situazione potrà risolversi e potrete riprendere a mettere sul mercato le quantità di barche che questo richiede.

D.F. - Per le assunzioni, lentamente stiamo risolvendo. Per quanto riguarda le forniture, crediamo che per metà del 2023 si dovrebbe tornare ad avvicinarsi a una situazione di normalità. Per poter arrivare a produrre tutte le barche che il mercato richiede, probabilmente dovremo aspettare il 2024.

SVN – Terminiamo il capitolo dedicato ai problemi del cantiere e approfittiamo della sua disponibilità per avere altre notizie sull’attività di Dufour. Comincerei con il capire se sia vero che il primo mercato di Dufour Yacht è l’Italia.

D.F. – Sì, il nostro paese è il mercato più importante per Dufour; è dove la Dufour vende di più in assoluto.

SVN – A cosa è dovuto questo successo.

D.F. – Credo sia una questione di design, estetica e prestazioni. Gli italiani sono molto sensibili all’estetica e amano le barche veloci. Dufour mette insieme questi due elementi.

SVN – Beneteau è il vostro maggior concorrente ed una volta era lui a dominare il mercato italiano. Perché, secondo lei, non riesce a imporsi nuovamente sul nostro mercato.

D.F. – Chi ci ha preceduto nella proprietà di Dufour è riuscito a mettere in piedi un effetto gamma, ovvero ha costruito una gamma omogenea che convinceva il mercato nel suo insieme; noi siamo riusciti a mantenere e incrementare quell’effetto. Questo ci porta a vendere bene tutti i nostri modelli. La Beneteau, credo, venda bene alcuni modelli e meno bene altri, il che significa che riesce a soddisfare i clienti di alcune fasce e non quelli di altre e questo, su alcuni mercati più esigenti, la penalizza.

SVN – In questi ultimi tempi stiamo vivendo un timido ritorno dei performance. Beneteau con i First, Elan con il suo nuovo E6, Cantieri del Pardo con la gamma race. Una volta Dufour aveva degli ottimi performance il 34, il 40 e il 44, barche veloci, belle e vincenti. Tornerete anche voi a far rivivere questo tipo di barche.

D.F. – Non credo ce ne sia bisogno, i Dufour, come si diceva poco fa, sono barche veloci. Le nostre barche già nascono con l’idea delle prestazioni. Queste possono essere ottimizzate scegliendo degli allestimenti più adatti a barche performance, ma di base, le linee d’acqua già sono quelle di una barca veloce, è una delle qualità che ci riconosce il mercato. Guardi il Dufour 470 che è uno dei 47 piedi più venduti del momento, se non il più venduto. E’ una barca molto veloce e molto divertente, se poi, la si arma ponendo l’accento sulle prestazioni, diventa un vero performance.

SVN – In una situazione così difficile come quella che stiamo vivendo, Dufour continuerà a sfornare modelli nuovi o preferirà rallentare e aspettare che la situazione si stabilizzi.

D.F.. – Ogni situazione, per quanto drammatica sia, è affrontabile se si pianifica il lavoro. Credo che Dufour abbia fatto un ottimo lavoro di pianificazione e questo ci permette di non rallentare affatto. Le novità di quest’anno saranno addirittura due, come già accaduto l’anno scorso. Quello che rallenta, o meglio, che non accelera, è la produzione, il numero di barche prodotte.

SVN – Che modelli nuovi usciranno quest’anno.

D.F. – A Cannes e Genova vedrete il nuovo Dufour 37 che inaugurerà una nuova generazione di modelli Dufour e presenterà molte novità pur continuando a seguire la filosofia dei modelli precedenti. Poi, nel 2023, vedrete un secondo modello nuovo, sempre della fascia bassa della gamma.

SVN – Un nuovo 40 piedi.

D.F. – Non posso fare nessuna rivelazione, purtroppo. Tra qualche mese, quando il progetto sarà più avanti, vi diremo di più.

© Riproduzione riservata

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