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giovedì 26 novembre 2020

I porti turistici dimezzano i fatturati

Durante il Seatec sono stati resi noti alcuni dati statistici sui porti turistici, la situazione è drammatica

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Marina di Carrara – Nella seconda giornata del Seatec si è tenuto un dibattito su come rilanciare il settore nautico al quale ha partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Assonautica Alfredo Malcarne.

Nel dibattito sono stati resi noti alcuni dati che ben fotografano le condizioni drammatiche in cui si trova il settore nautico e evidenzia i danni subiti da questo con le politiche incoscienti dell’ultimo governo Berlusconi e del governo Monti e che oggi continua a subire a causa dell’immobilismo del presente governo.

Nel 2011 i diportisti italiani avevano speso nei nostri porti circa 1,1 miliardi di euro, questa cifra nel 2012 è scesa a poco meno di 484 milioni di euro, con una caduta libera pari al 56% del fatturato perso in un solo anno. I contratti di ormeggio sono calati del 26% e i posti in transito sono rimasti scoperti per il 34%.

A dispetto di questi numeri, il numero di infrastrutture portuali dedicate al diporto a livello nazionale tra il 2007 e il 2012 sono aumentate del 9,6%.

Il Presidente dell’Assonautica Alfredo Malcarne ha individuato nella formazione, l’informatizzazione e l’internazionalizzazione, le soluzioni alla crisi, mentre il pubblico presente sembrava più convinto che un'azione dell’Agenzia delle Entrate più moderata, meno scenografica e più efficiente e un maggiore impegno contro la corruzione politica avrebbero permesso al settore nautico di tornare a creare posti di lavoro, invece che distruggerli.