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Fotocatalisi: la nuova frontiera del charter per sanificare la barca

In questo periodo di pandemia si fa un gran parlare di sanificazione e tra i diversi metodi utilizzati per la barca c’è quello della fotocatalisi, totalmente inoffensivo per l’uomo

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Treviso – Uno dei temi più discussi di quest’anno è stato quello legato alla sanificazione della barca. Tra le società di charter chi è stato in grado di adeguarsi ha lavorato bene, chi non lo ha fatto è stato tagliato fuori.

Tra gli operatori tra i vari metodi utilizzati per la sanificazione delle imbarcazioni c’è chi utilizza quello della fotocatalisi.

La fotocatalisi è un fenomeno naturale che si verifica quando un catalizzatore modifica tramite la luce una reazione chimica. Questa procedura ha diversi vantaggi, il primo è quello di essere totalmente inoffensiva per l’uomo. Mentre è in atto il processo di fotocatalisi si può soggiornare sulla barca senza avere alcuna conseguenza, cosa che non si può fare utilizzando altre tecnologie.

Specialista nella fotocatalisi è la Caporali Group di Treviso che ha messo a punto una tecnologia e con un apparecchio iSanity che funziona a 200volt e a 12 vlt con cui si possono sanificare le barche a ciclo continuo.

Abbiamo chiesto al suo amministratore delegato, Fabio Caporali, di illustrarci brevemente come funziona.

“Da un’applicazione della NASA utilizzata per rendere l’aria dei vettori spaziali sicura per gli astronauti abbiamo sviluppato una tecnologia basata sul biossido di titanio e sulla luce UVC il cui potere di disinfezione è tre volte quello del cloro e 1,5 volte quello dell’ozono. La tecnologia sfrutta un fenomeno naturale: la fotocatalisi che si verifica quando un catalizzatore modifica tramite la luce una reazione chimica.

Constatato che l’ossidazione fotocatalitica è la più efficace rispetto alle altre elencate nel rapporto qualità/sicurezza – continua Caporali - si è deciso di svilupparla, calibrando biossido di titanio e lampade UV-C e incrementando i test di laboratorio con certificazioni.

iSanity è prima di tutto un sanificatore, ovvero abbatte batteri e virus, ed in seguito un purificatore poiché eliminando tutti i COV alleggerisce l’aria ed elimina gli odori.

Fondamentalmente ISANITY produce un’ossidazione che induce la decomposizione delle sostanze organiche ed inorganiche.

Quando la superficie “drogata” da biossido di titanio; viene colpita dai raggi UVC, si generano istantaneamente ioni idrossido e radicali che di concerto con la radiazione amplificano l’effetto germicida.

La formazione di questa “nebbia di molecole” catalitiche non si limita a sanificare le superficie ma “ripulisce” l’aria da un gran numero di batteri, muffe, funghi e virus.

Nel caso di SARS-COV-2 o meglio COVID-19 – conclude Caporali - responsabile dell’attuale pandemia queste molecole provocano lo sfaldamento del doppio strato di fosfolipidi e l’inattivazione di numerose glicoproteine.”

Quindi per la prossima stagione tra le varie tecnologie per sanificare le barche, troveremo anche la tecnologia basata sulla fotocatalisi.