venerdì 12 dicembre 2025
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Fuori in Atlantico, Nannini è quarto

I Class 40 impegnati nel giro del mondo a tappe sono entrati in Atlantico. Campagne de France davanti a tutti. Financial Crisis con l'italiano a bordo insegue a quaranta miglia

Global Ocean Race, nella foto, Campagne de France
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Oceano Atlantico – Iniziata domenica scorsa, la Global Ocean Race (giro del mondo a tappe per Class 40 in doppio) è entrata nel vivo, con l'approdo in Atlantico delle sei barche in gara, salpate da Palma di Maiorca. A comandare la truppa, spinta da venti di intensità medio-leggera, provenienti dai quadranti settentrionali, c'è Campagne de France, il monotipo condotto dal duo francese Mabire-Merron, che precede di appena tre miglia Bsl condotta dai fratelli Field. Più staccati Cessna Citation di Colman-Ramon e Financial Crisis con il nostro Marco Nannini insieme a Paul Peggs, impegnati a duellare per il terzo gradino del podio e distanti circa quaranta miglia dalla vetta.
“Questa – ha raccontato Nannini, in riferimento all'ultimo giorno di navigazione - è una notte particolarmente tranquilla. La barca fila in un vento disteso sotto pilota automatico, Paul sta dormendo per recuperare le forze dopo la nottataccia di ieri: uscire dal Mediterraneo è stata un’emozione intensa, convento forte, mare confuso, un passaggio stretto fra terra e la zona di separazione del traffico, notte buia. Nel corso della giornata invece i venti forti ci hanno tentato in una zona di venti leggeri verso sud, che poi ci hanno costretto ad una fuga verso ovest per ritrovare pressione. Buona notizia è che siamo rimontati in quarta posizione e all’ultimo report eravamo solo 9 miglia dal nuovo Cessna Citation. Cattiva notizia è che quelli davanti, Miranda e Ross, vanno come delle lippe e nonostante siamo riusciti a recuperare qualcosa sembra difficile riacciuffarli. Per il resto tutto bene a bordo. Oggi siamo riusciti a farci una doccia con un secchio d’acqua di mare e lavare qualche maglietta e mutanda, ma domani dobbiamo sciacquarli con l’acqua del desalinatore altrimenti non s’asciugano, col sale che trattiene l’umidità”.

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