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domenica 29 novembre 2020

International Boating Forum

Confindustria Nautica: la prima edizione dell’International Boating Forum riunisce a Genova i protagonisti della nautica mondiale. Il settore guarda ai mercati emergenti, ma il Mediterraneo resta il punto di riferimento. La crescita passa attraverso la diffusione di un’autentica cultura del mare, che avvicini la nautica a una nuova e più ampia utenza.

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Genova - Un momento di dialogo e approfondimento delle tematiche più attuali e di interesse per l’intero comparto nautico con alcuni tra i principali protagonisti internazionali del settore. Questa l’essenza dell’International Boating Forum, l’inedito appuntamento organizzato da Ucina, che si è tenuto ieri mattina nella cornice del 51esimo Salone Nautico di Genova.

L’iniziativa, che si è sviluppata nella formula di una tavola rotonda, ha avuto come protagonisti: Leonardo Ferragamo, Presidente di Nautor’s Swan e patron della Marina di Scarlino; Dustan McCoy, Chairman and CEO di Brunswick Corporation; Massimo Radice, Amministratore Delegato di Sessa Marine; Lamberto Tacoli, Chief Sales & Marketing Officer di Gruppo Ferretti e Paolo Vitelli, Presidente di Azimut Benetti.

A moderare e condurre il dibattito, una delle firme più illustri e competenti in materia di industria nautica a livello mondiale: Victor Mallet del Financial Times, nonché editor responsabile del FT Yachting Special Report.
L’appuntamento ha dato vita a un dibattito concreto e vivace sulle tematiche di maggior attualità dello scenario di riferimento, facendo emergere numerosi spunti di riflessione e interpretazione dei fenomeni più attuali afferenti al settore.

Grande condivisione e apprezzamento ha riscontrato il forte messaggio lanciato da Leonardo Ferragamo secondo il quale, nonostante un evidente spostamento dei volumi di vendita verso paesi emergenti quali Sud America, Russia e Far East, il primo mercato per la nautica da diporto debba restare quello del Mediterraneo. A questo proposito, Ferragamo ha sottolineato la responsabilità che ciascun paese dell’area ha nell’alimentare lo sviluppo del turismo nautico. Anche perché, gli fa eco Dustan McCoy, i paesi emergenti offrono indubbie opportunità per conquistare nuove quote di mercato ma, allo stesso tempo, portano in dote potenziali rischi politici legati all’ingresso nelle economie locali ed è dunque opportuno un approccio cauto e calibrato.

Condivide il punto di vista Paolo Vitelli, il quale sottolinea la fragilità che spesso caratterizza i nuovi mercati. Facendo chiaro riferimento alla situazione italiana, Lamberto Tacoli ha invocato un maggior impegno delle Amministrazioni al fine di supportare lo sviluppo di nuove infrastrutture al servizio del diportismo. Vitelli ha posto poi l’accento sul fronte normativo, invocando la necessità di giungere ad una omogenea e univoca regolamentazione comunitaria in materia di turismo nautico.

Dal confronto tra le situazioni di mercato europeo e statunitense, è emersa una riflessione di McCoy sulla crescente esigenza di alimentare una più consapevole cultura della nautica da diporto tra le generazioni più giovani, i potenziali clienti di domani. Per ampliare la base di appassionati e conquistare nuove quote di mercato, McCoy sostiene che ora più che mai sia la nautica a doversi avvicinare a questo nuovo pubblico, costruendo con esso un dialogo e trovando nuovi punti di incontro, piuttosto che il contrario. Spostando il focus del dibattito sul ruolo giocato dall’evoluzione tecnologica nell’ottica di conquistare nuovi segmenti di clientela con esigenze eterogenee, Vitelli ha sottolineato come i cantieri negli ultimi anni abbiano saputo introdurre significative innovazioni e continuino a investire molto in tale direzione.
Radice ha evidenziato poi come anche piccole innovazioni sul fronte della componentistica siano fondamentali al fine di migliorare ulteriormente l’affidabilità del prodotto nautico, assimilandola a quella ormai richiesta e attesa dal cliente del settore automotive.