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Safran spiega i foils sugli IMOCA con un video in 3d

L’introduzione dei foils sugli IMOCA ha portato grandi problemi, ma anche grandi risultati

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Lorient (Francia) - Durante l’ultima Transat Jacques Vabre, 5 dei 6 IMOCA 60 di ultima generazione, hanno avuto seri problemi strutturali tanto da costringerli a lunghe riparazioni e modifiche.

Una delle prime barche a tornare in acqua dopo 5 mesi di cantiere è Safran che sarà condotto dal ventottenne Morgan Lagravière nella Vendée Globe che partirà il prossimo 6 novembre.

I problemi che si sono verificati sono di due tipi, da una parte le strutture portanti della barca, una fitta costolatura di carbonio che in parte ha ceduto perché, probabilmente, sottodimensionata, dall’altra i foils che in alcune condizioni devono sopportare tutto il peso della barca e che scaricano parte degli enormi sforzi ai quali sono sottoposti sullo scafo.

Il gioco di equilibrio che i disegnatori hanno dovuto condurre (principalmente VPLP che ha disegnato quasi tutti i nuovi IMOCA) non è stato facile, da una parte i foils garantiscono un incremento di velocità sorprendente, dall’altra mettono in gioco forze di un’entità per le quali i materiali da costruzione consentiti dalla classe IMOCA non sono l’ideale.

Dopo cinque mesi di lavori, Safran torna in acqua pronto a sottoporsi ad altri mesi di test per controllare che tutto funzioni alla perfezione per affrontare la regata più dura del mondo.

Il team di Lagravière ha realizzato un video che vi mostriamo qui sotto, dove si spiegano con la tecnica del 3D i foils dell’IMOCA, come funzionano e come fanno a regalare due nodi di velocità in più alla barca.