domenica 2 ottobre 2022
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Tragico incidente al largo di Porto Ercole un morto, un disperso e diversi feriti

Tragico incidente nel tratto di mare compreso tra l’isola del Giglio e il promontorio dell’Argentario. Proseguono le ricerche di Anna Claudia Cartoni mentre emergono alcune indiscrezioni sulla dinamica della collisione

L'imbarcazione a vela dopo l'impatto
L'imbarcazione a vela dopo l'impatto
Incidente Argentario: parlano il testimone e il figlio del danese indagato

29 luglio 2022 aggiornamento ore 09:04 - Non hanno prodotto ancora frutti le ricerche della donna che risulta dispersa in mare dopo l’incidente dell’Argentario, Anna Claudia Cartoni. Le squadre di ricerca di Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera starebbero utilizzando anche dei robot per cercare la donna, su un fondale che in alcuni punti è intorno ai 100 metri.

Nel frattempo emergono alcune novità circa l’incidente. Ci sarebbe al vaglio degli inquirenti la dichiarazione di un testimone, Edoardo Veneziani, un Ufficiale di coperta, che in quel momento si trovava in mare per una gita, non lontano dal punto della collisione.

Veneziani, come ha anche dichiarato in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, ha stimato la velocità della barca a vela, con randa e motore, tra i 6 e i 7 nodi, contro i 25 della barca a motore. Quest’ultima sopraggiungeva da destra, secondo quanto riferito dal testimone.

Se si fosse trattato di due barche a motore, secondo il Codice Internazionale per prevenire gli abbordi in mare, quella che arriva da destra ha sempre la precedenza a meno che una delle due stia navigando a vela, in quel caso è l’imbarcazione a vela ad avere la precedenza.

In questo caso bisognerà capire come sarà considerato, se corrispondente a realtà, l’assetto del First 45f5 che secondo il testimone stava navigando con randa e motore. Comunque anche se l’imbarcazione a motore ha la precedenza, lo skipper è tenuto a fare del tutto per evitare l’impatto, in questo caso, probabilmente, sarebbe bastato essere in plancia a guardare dove andava la barca.

Nel frattempo Nick Horup, il figlio del danese indagato, Per Horup, sta tenendo un atteggiamento con la stampa danese che dal canto suo continua a sentire una sola campana, poco corretto. Il giovane ha dichiarato che la barca del padre aveva la precedenza che non è vero che c’era il pilota inserito e che la barca andava piano.

A questo punto non si capisce però come possa essere avvenuta la collisione.

26 luglio 2022 aggiornamento ore 18:47 - Ci sono nuovi parziali sviluppi riguardanti il naufragio dell’Argentario che ha causato la morte di un uomo nella collisione tra uno yacht a motore e il First 45f5 Vahinè.

Tra gli indagati non figura più solo Per Horup, 58 anni, il danese skipper della barca a motore, ma anche quello della barca a vela, Fernando Manzo, 61enne, che risulterebbe essere lo skipper del First.

Secondo una nota rilasciata dalla Procura di Grosseto si tratta di un atto dovuto, necessario anche per eseguire alcuni accertamenti specifici sulla barca a vela.

Nessuno dei due conducenti è risultato positivo ad alcol o a sostanze stupefacenti.

Viene a cadere per il momento l’ipotesi del pilota automatico inserito: secondo la Procura infatti fino ad ora non sono state riscontrate evidenze che possano avvalorare questa pista, in attesa di eventuali sviluppi.

Verrà invece eseguita l’autopsia alla vittima di 59 anni, Andrea Giorgio Coen, la causa della sua morte sarà importante per ricostruire anche parte della dinamica dell’incidente.

Continuano le ricerche di Anna Claudia Cartoni, la donna che risulta ancora dispersa e che faceva parte dell’equipaggio della barca a vela.

25 luglio 2022 aggiornamento ore 11:47 - L’incidente tra il motoscafo e la barca a vela, il First 45f5 Vahinè, avvenuto all’Argentario lo scorso weekend ha scosso la comunità di diportisti italiani e aperto il classico dibattito sulla sicurezza.

Risulta ancora dispersa Anna Claudia Cartoni, la professoressa di educazione fisica di 60 anni che si trovava a bordo della barca a vela e che non è stata ritrovata all’arrivo dei soccorritori.

La Guardia Costiera in una nota ufficiale ha chiarito le dinamiche delle ricerche: "Le ricerche, gestite dall'Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano sotto il coordinamento della centrale operativa della Direzione marittima di Livorno, hanno visto alternarsi anche oggi i mezzi navali della guardia costiera con mezzi provenienti anche dall'isola d'Elba e con la partecipazione di mezzi aereonavali della Guardia di Finanza e mezzi e uomini dei Vigili del Fuoco e dei carabinieri”.

I militari lavorano in una zona con fondale prossimo ai 100 metri, e di fatto non ci sono speranze di potere ritrovare la donna in vita. Il corpo al momento non è stato individuato.

Emergono però altri dettagli sull’equipaggio danese della barca a motore.

Si indaga per naufragio, omicidio colposo e lesioni e ci sarebbe una prima persona iscritta al registro degli indagati. Si tratterebbe, secondo quando diffuso da alcune agenzie, di Per Horup, 58 anni, che risulterebbe il conducente, o comunque responsabile, della barca a motore, noleggiata.

Entrambe le unità coinvolte nel naufragio sono state poste sotto sequestro. Resta probabile l’ipotesi secondo la quale sulla barca a motore fosse stato inserito il pilota automatico.

24 luglio 2022 aggiornamento ore 16:47 - Le ultime notizie sull’incidente dell’Argentario dicono che l’uomo morto sulla barca a vela schiacciato nello schianto con il motoscafo era Andrea Giorgio Coen.

Coen aveva 59 anni ed era un commerciante di tappeti e arazzi in via Margutta a Roma.

A bordo del motoscafo invece sembra che non ci fossero due sessantenni, ma due venticinquenni danesi, ancora non è chiaro se questi avessero noleggiato la barca e al comando di questa ci fosse lo skipper o il suo propraietario.

E’ dato per certo, invece, che lo skipper della barca a vela abbia capito il pericolo che costituiva la barca a motore e che abbia fatto il possibile per evitare l’impatto non riuscendoci per qualche secondo.

La donna dispersa è una professoressa di educazione fisica di una scuola romana.

24 luglio 2022 aggiornamento ore 11:47 - “C’è stato un incidente, ci sono dei morti, correte!”, questa la richiesta di aiuto di una donna che è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 23 luglio alle 17:30, alla centrale operativa della Guardia Costiera.

L’incidente di cui parla la donna è avvenuto nel tratto di mare compreso tra l’Isola del Giglio e il promontorio dell’Argentario tra un motoscafo di circa 13-14 metri e una barca a vela più o meno delle stesse dimensioni, un First 45f5.

La dinamica dell’incidente per il quale le indagini sono in corso non è ancora chiara, ma è probabile che sia quella classica: motoscafo lanciato a velocità e affidato al pilota automatico, skipper dell’imbarcazione a vela che non si avvede del pericolo, lo sottovaluta o, semplicemente, non riesce a scappare e l’impatto è inevitabile.

La barca a motore colpisce la barca a vela a poppa, un uomo rimane incastrato in una delle due barche, probabilmente nella cabina di poppa di dritta del First, e muore; una donna, una professoressa di una scuola di Roma, invece viene data per dispersa, non si sa se sia caduta in mare al momento dell’impatto.

Le persone coinvolte nell’incidente sono sei tutte di età compresa tra i 59 e i 60 anni; i passeggeri della barca a vela erano tutti di Roma, a bordo due donne e due uomini, anche l’uomo deceduto aveva 60 anni.

Le barche dopo il tragico impatto non sono affondate e sul luogo dell’incidente sono subito intervenute tre unità navali della Guardia Costiera, una squadra di sommozzatori e un elicottero dei Vigili del Fuoco.

La Guardia Costiera ha lanciato un appello alle numerose barche in zona affinché contribuiscano alla ricerca della donna dispersa.

Se l’ipotesi da noi avanzata si rilevasse corretta, ci troveremmo davanti all’immancabile appuntamento mortale dell’estate. Un altro incidente causato dall’uso improprio e irresponsabile del pilota automatico.

Purtroppo alcuni conducenti di barche a motore hanno difficoltà a comprendere la pericolosità del pilota automatico e non esitano ad abbandonare la plancia mentre l’automatismo conduce la barca.

SVN solovelanet ogni anno rilancia l’idea che si debba fare una legge per cui il motore di una barca a vela o a motore, si debba spegnere automaticamente quando il pilota automatico è inserito se per un intervallo di tempo il comandante non da un input per dimostrare la sua presenza in plancia.

La durata dell’intervallo dovrebbe essere direttamente proporzionale alla velocità della barca. Sarebbe una modifica che risparmierebbe diverse vite umane ogni anno.

© Riproduzione riservata

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