lunedì 27 maggio 2024
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The Ocean Race: battaglia nella tempesta, Biotherm rompe il Code Zero

I quattro Imoca 60 impegnati nella The Ocean Race affrontano in queste ore condizioni molto dure, ma la battaglia in classifica per la terza tappa sembra non avere tregua [VIDEO]

The Ocean Race: battaglia nella tempesta, Biotherm rompe il Code Zero
The Ocean Race: battaglia nella tempesta, Biotherm rompe il Code Zero
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Alta tensione alla The Ocean Race, con la terza tappa che somiglia sempre di più a un romanzo giallo, tra colpi di scena, sorpassi e l’arrivo di una tempesta.

Circa 1000 miglia a sud della posizione dei quattro Imoca 60 si è formata una depressione che ha portato sulla flotta venti di intensità tra i 35 e i 45 nodi, con uno stato del mare particolarmente formato.

Il tutto quando gli equipaggi del giro del mondo hanno da poco passato Point Nemo, una coordinata virtuale che rappresenta il punto più lontano da qualsiasi terra emersa. Nel frattempo impazza la battaglia in classifica, nel pieno di una tempesta nell’Oceano Pacifico del Sud.

Il vantaggio iniziale di Holcim è evaporato, fino al sorpasso di queste ore ad opera di Biotherm, che era stato a lungo in ultima posizione. Un vero e proprio “testa-coda” insomma, con Biothern che è stato l’Imoca 60 a rimanere più a sud, nelle condizioni peggiori, anche se non è stata una scelta voluta.

La barca del francese Paul Meilhat infatti ha rotto il Code Zero, e ha deciso di dirigersi più a sud nel vento ancora più forte dove questa vela non sarebbe servita.

Un’opzione strategica che fra l’altro gli è valsa in queste ore una rotta migliore e il sorpasso sugli altri tre che si erano spinti a nord per evitare le condizioni più dure.

Il vantaggio di Biotherm è di circa 10 miglia sul terzetto Malizia, Holcim e 11Th Hour Racing, tutti molto vicini. Resta per loro l’incognita del Code Zero rotto che passata la tempesta potrebbe tornare a essere utile.

La difficoltà degli equipaggi in questa fase è quella di gestire condizioni degne di una tempesta nel Southern Ocean, con le esigenze strategiche e di velocità della regata. Le velocità sono diminuite intorno ai 20 nodi, ma navigare comunque a questi ritmi con 40 nodi di vento e onde di 5-6 metri è qualcosa che mette a forte stress gli uomini e le barche.

Una guerra di nervi, per alzare il piede dall’acceleratore dopo l’avversario e guadagnare qualche decina di miglia, anche perché il prossimo obiettivo si chiama Capo Horn e può essere decisivo per l’esito della tappa.

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