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giovedì 26 novembre 2020

Ponza vieta lo sbarco sull’isola salvo urgenti motivi di salute

Un’ordinanza del sindaco di Ponza vieta a chi è in rada di sbarcare sull’isola, ma se si va ai pontili a pagamento le cose cambiano

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Ponza - Il sindaco di Ponza, Franco Farraiuolo, ha emanato un’ordinanza a pochi giorni dalla pubblicazione di un articolo sul quotidiano La Repubblica dove si diceva che Ponza non è più un isola Covid Free, che vieta, a chi è in rada in barca, di sbarcare a proprio piacimento.

All’Articolo 2 dell’ordinanza del sindaco si legge – E’ fatto divieto alle persone imbarcate o ospiti sulle unità da diporto alla fonda nelle acque circostanti il territorio del Comune di Ponza di sbarcare sulla costa isolana, salvo per comprovati motivi di urgenza, di salute, o di causa forza maggiore da comunicare subito alle forze dell’ordine.

Di fatto si vieta lo sbarco sull’isola. Questo è consentito, per motivi urgenti solo tra le 8,30 e le 10,30 del mattino o tra le 19,30 e le 24,00 della sera.

Per sbarcare bisogna seguire una procedura precisa: dopo aver avvertito il capo dell’agenzia privata Italpol al numero di telefono 3356780803 (noi abbiamo provato, ma risulta non raggiungibile), si attraccherà con il tender in uno dei due punti autorizzati dove o un agente della polizia municipale, o un agente della Italpol rileverà la temperatura delle persone che hanno urgenza di sbarcare. Qualora la temperatura dovesse essere superiore ai 37,5 gradi alle persone sarà impedito lo sbarco.

All’art.3 della stessa ordinanza, si parla, invece, di chi ha attraccato ai pontili a pagamento, in questo caso non è chiaro se per scendere a terra occorra avere urgenti motivi. E' chiaro invece che chi ormeggia ai pontili non avrà limite di orario e non dovrà avvertire nessuno, l’unico disturbo per poter lasciare il pontile, sarà quello di farsi prendere la temperatura, in questo caso non più dagli agenti della polizia municipale, ma da uno degli ormeggiatori del pontile, gli stessi che percepiscono il pagamento dell’ormeggio e che hanno tutto l’interesse a far sì che il loro cliente si senta libero di fare ciò che vuole.

L’ordinanza, redatta per essere “elastica”, suscita molte perplessità e da vita a diverse domande.

Se come dice Repubblica, Ponza non è più Covid Free, quanto disposto dal sindaco potrebbe essere il tentativo di contenere i contagi e evitare che l’isola sia dichiarata zona rossa rischiando di chiudere i turisti che la frequentano in una lunga quarantena?

Perché una persona che ha urgenti motivi di salute può scendere a terra la mattina sino alle 10,30 o dopo che le farmacie e gli studi medici sono stati chiusi, ovvero alle 19,30?

Perché per le barche in rada serve un agente della Municipale e per chi è sui pontili basta un ormeggiatore per prendere la temperatura? E se l’ordinanza è fatta per contenere il flusso di persone sull’isola e gli assembramenti, perché chi è al pontile non ha limiti di orario?

In tutto questo perché la Guardia Costiera non è stata coinvolta? L’ufficio di Ponza della Guardia Costiera da noi sentito, alla precisa domanda “Se dovessi arrivare nel porto di Ponza con il mio tender alle 11,00 del mattino, voi mi fermereste?” ha risposto, no. La Capitaneria di Porto dichiara di non avere nulla a che fare con l’ordinanza.

Ordinanza, che discriminando tra coloro che sono in rada e coloro che pagano i pontili, rischia di essere illegittima.