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In Francia si possono smaltire le barche in vetroresina

E’ entrata in funzione la rete per lo smaltimento delle barche da diporto

NSS
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Parigi (Francia) – In Francia sono entrati in funzione i primi 18 centri per lo smaltimento di barche da diporto o, dome dicono i francesi, per la decostruzione delle barche.

I vecchi relitti in vetroresina, barche di 40 o 50 anni o unità non più utilizzabili, in un paese ad alta densità diportistica come la Francia, cominciavano a rappresentare un vero problema.

La vetroresina non si può bruciare perché altamente inquinante e smaltirla è molto difficile.

L’Associazione per l’Eco Responsible Pleasure (Aper), che raccoglie 65 produttori e importatori di barche che rappresentano l’85% del mercato, dopo aver lanciato una gara d’appalto nel primo trimestre del 2019, come richiesto dal Ministero dell’Ambiente, oggi ha raggiunto la piena capacità di 18 centri di smaltimento d’imbarcazioni in vetroresina nel paese.

Questi si trovano lungo tutta la costa francese dal Mediterraneo all’Atlantico. Il cantiere o il privato può conferire a questi centri una barca da smaltire tra i 2,4 metri e i 24 metri. Quando la barca arriva nel centro di decostruzione questa viene pulita da tutte le attrezzature di coperta e dalle parti non di vetroresina, quindi lo scafo viene smaltito.

L’Aper si fa carico anche di tutta la parte burocratica dell’operazione procedendo alla cancellazione della barca dai registri consegnando a fine operazione al proprietario dell’imbarcazione demolita il certificato che ne attesta lo smaltimento.

Il presidente dall’Aper ha dichiarato che l’associazione sta tenendo il passo con il programma stabilito e che entro la fine dell’anno, come da accordo con il Ministero, riuscirà a demolire le prime 1.800 imbarcazioni.

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