Pioniere di questa corrente è l'azienda tessile “Figli di Michelangelo Calamai”, fondata nel 1878 a Prato, che sta lavorando a un progetto, finanziato da Università di Perugia e Regione Toscana, per applicare pannelli fotovoltaici flessibili sulle vele. Una soluzione che, data la forte esposizione delle ali al sole, permetterebbe di ridurre sensibilmente il bisogno di energia prodotta dai generatori. “Da un punto di vista pratico - spiegano dallo studio Calamai - sono molto interessanti le applicazioni che si possono ottenere in ogni ambito. Si pensi alle tende nelle abitazioni”.
La barca a vela può essere poi considerata un ottimo strumento di sperimentazione, in quanto soggetta a una grande varietà di condizioni meteo durante la navigazione. Principale problematica per lo sviluppo di questa tecnologia, sembra essere la scarsa resistenza dei tessuti fotovoltaici, realizzati in silicio. La ricerca non è intenzionata a fermarsi neanche questa volta e l'azienda statunitense Nanosolar sta già studiando un sistema per realizzarli in lega di rame a un costo contenuto.
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