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Grecia: la truffa del benzinaio

Decine di barche da charter truffate con il trucco dei contatori truccati

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Preveza (Grecia) – Il trucco dei contatori alterati delle autobotti che in Grecia arrivano a rifornire le barche da charter a fine vacanza è vecchio di almeno una ventina di anni, ma ogni estate torna in auge quando i nostri velisti incappano nel truffatore di turno e ne fanno le spese.

Uno di questi signori è stato avvistato a Preveza, nella Grecia Ionica, dove un nostro lettore, Matteo, ennesima vittima della truffa del “benzinaio”, ci ha mandato una foto e raccontato i fatti.

La truffa del benzinaio è semplice e sicura e probabilmente ha come complici le stesse società di charter: qualcuno con una piccola cisterna montata su di un furgoncino, quando le barche arrivano in banchina a fine vacanza, accorre a rifornirle di gasolio. L’operatore si muove con fare molto disinvolto come se tutto fosse già organizzato, ma in realtà nessuno gli ha mai chiesto di rifornire la barca. Il contatore dell’autocisterna è truccato e segna da due a tre volte quello che realmente entra nel serbatoio. La maggior parte dei charteristi non hanno idea di quanto hanno consumato in una settimana di charter e non fanno obiezioni. Qualcuno avverte che forse il conto che a fine rifornimento gli viene presentato, è esagerato, ma non ha certezza di essere vittima di una truffa, e così il truffatore può continuare la sua opera criminale senza timori. Poi, ogni tanto accade che qualcuno se ne accorga, come è accaduto al nostro lettore, Matteo, ma non accade nulla.

Matteo, che aveva noleggiato un Bavaria 40 dalla Kekeris Yacht, prima di rientrare a Preveza, dove avrebbe consegnato la barca, aveva fatto il pieno di gasolio a Meganisi che dista da Preveza 18 miglia.

Per percorrere questa distanza la barca non ha consumato più di 12 litri di gasolio, ma quando il nostro lettore è arrivato in porto e l’omino con l’autocisterna ha fatto il pieno, si è sentito chiedere il pagamento di 60 litri di gasolio, ovvero la stessa quantità di gasolio che gli sarebbe servita per navigare per 12 ore e fare oltre 100 miglia, 5 volte la quantità che , probabilmente, è stata realmente immessa nel serbatoio. Come se non bastasse, contro un prezzo medio di 1,50 euro al litro, l’uomo ha chiesto al lettore di SVN Solovelanet, 1,85 euro al litro.

Scoperto l’inghippo, Matteo ha protestato, ma l’uomo non si è dato per vinto. Alla fine della discussione, il truffatore è arrivato a fare uno sconto (sulla truffa) facendo pagare al nostro lettore solo 30 litri a 1,85 Euro, ovvero oltre il doppio di quello che realmente gli avrebeb dovuto.

Questo come detto inizialmente non è l’unico caso registrato e Preveza non è l’unico posto dopo si sente parlare della “truffa del benzinaio”, ci sono stati casi in cui a dei diportisti sono stati dichiarati più litri di quelli che poteva contenere il serbatoio. Alcuni si sono rivolti anche alla Guardia Costiera locale, ma senza molto successo.

Quello che lascia molto perplessi è che la truffa è fatta alla luce del giorno e molto probabilmente, ripetuta decine di volte a settimana, quindi, è plausibile che autorità e società di charter ne siano a conoscenza. C’è da chiedersi perché nessuno fa nulla e perchè la Kekiris Yachts non ha avvisato il nostro lettore che al suo ritorno sarebbe potuto incappare in una truffa di questo tipo.

Solovelanet ha scritto e provato a chiamare la Kekiris Yachts per avere chiarimenti su quella che sembrerebbe essere una truffa organizzata con la complicità di più persone, ma senza alcun risultato, la società non ha ritenuto di dare alcuna risposta, o forse, non aveva alcuna risposta plausibile da dare.

A quanto sembra l’unica difesa che si può assumere è quella di non permettere al benzianaio ambulante, quando si presenta in banchina (quando si presenta è perché non esiste un impianto di pompaggio fisso) di riempire il serbatoio se prima non si è riempita una bottiglia di acqua minerale in modo da controllare che quanto segnato dal contatore, corrisponda a quanto erogato.