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lunedì 23 novembre 2020

La Turchia inasprisce le regole per il permesso di soggiorno dei velisti

Assaltata dai rifugiati di guerra, la Turchia non fa distinzioni e burocratizza anche il diporto

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Istanbul, Turchia – Ci sono sempre più nord europei che raggiunta l’età della pensione vanno a vivere in Turchia o, almeno, amano passare in questo paese buona parte dell’anno. I turchi li chiamano ikamet (soggiorno). Tra questi anche gli italiani sono in aumento. Se fino a poco tempo fa avere un ikamet izni (permesso di soggiorno) per un anno non era una cosa complessa, oggi è diventata un’avventura burocratica.

La Turchia, alleata dell’Isis, è rimasta vittima delle sue stesse azioni e centinaia di migliaia di persone in fuga dalle guerre alle quali partecipa anche l’alleato del paese, si riversano in Turchia creando a questa seri problemi.

Questo problema ha indotto il Governo a rendere più rigide le regole di soggiorno, ma non è stato abbastanza attento a divide tra rifugiati di guerra e turisti a lungo termine anche se, poi, all’atto pratico, sembra che le dogane continuino ad essere abbastanza accondiscendenti con i turisti.

Sulle nuove norme vige il caos perché non tutte le questure sono state informate e quindi ognuno agisce secondo quanto crede debba fare, così da luogo a luogo le regole per avere un permesso di soggiorno turistico a lungo termine (1 anno) variano anche di molto.

Per chi volesse un ikemet izni per portare la propria barca in Turchia si dovrà muovere con molto anticipo. Per ottenere un ikmet izni ci possono volere anche 6/8 mesi.