martedì 9 giugno 2026
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Vendée Arctique, Goodchild guida la flotta

Vendée Arctique: Goodchild è al comando, Clapcich e Beccaria restano nel gruppo di testa. Horeau si ritira dopo un’avaria al J3.

Corentin Horeau su MCSF, si ritira quando era in testa alla regata per un problema tecnico
Corentin Horeau su MCSF, si ritira quando era in testa alla regata per un problema tecnico
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Nella mattinata di martedì 9 giugno 2026, al largo dell’Irlanda sud-occidentale, la Vendée Arctique ha già cambiato passo. Dopo la partenza del 7 giugno da Les Sables-d’Olonne, la flotta IMOCA ha lasciato alle spalle le prime ore di vento leggero ed è entrata in una fase più impegnativa, con mare formato, vento da nord-ovest e raffiche che hanno costretto gli skipper a trovare un equilibrio tra velocità e prudenza.

La classifica ufficiale delle 05:00 UTC indicava Sam Goodchild, su MACIF Santé Prévoyance, in testa alla regata. Alle sue spalle c’erano ...lodie Bonafous, su Association Petits Princes – Quéguiner, e Violette Dorange, su Initiatives-Cœur. Francesca Clapcich, con 11th Hour Racing, navigava in quarta posizione, mentre Ambrogio Beccaria, alla sua prima grande regata in solitario in IMOCA con Allagrande Mapei, era quinto, a breve distanza dalla velista triestina.

Il ritiro di Corentin Horeau

La notizia più importante della notte è però il ritiro di Corentin Horeau. Lunedì 8 giugno, intorno alle 21, mentre era nelle posizioni di testa, il suo IMOCA MACSF ha subito un’avaria alla landa del J3, il punto di ancoraggio della vela di prua sulla coperta. Dopo un confronto con il team tecnico, lo skipper ha deciso di abbandonare la regata per evitare di aggravare i danni nelle condizioni attese nei giorni successivi. Horeau è in sicurezza e sta facendo rotta verso Lorient.

L’episodio ha dato una misura concreta della difficoltà di questa Vendée Arctique. La regata non è ancora arrivata alle alte latitudini, ma ha già messo gli equipaggi davanti a una situazione tipica della corsa oceanica: andare forte non basta, se ogni accelerazione rischia di trasformarsi in un colpo troppo duro per barca, albero e attrezzatura. Con onde oltre i quattro metri, gli IMOCA possono mantenere medie elevate, ma devono essere portati con attenzione, soprattutto in solitario, quando ogni regolazione, ogni spostamento e ogni controllo a bordo dipendono da una sola persona.

Goodchild davanti, la rotta resta aperta

Goodchild, al comando, ha scelto di non forzare in modo continuo. La sua posizione resta solida, ma la fase attuale richiede gestione più che aggressività. La flotta sta ancora salendo verso nord e il passaggio dell’Irlanda è solo il primo snodo di una rotta che resta aperta. Questa edizione della Vendée Arctique, infatti, non prevede un waypoint fisso da doppiare: gli skipper devono raggiungere il Circolo Polare Artico alla longitudine che ritengono più conveniente e poi tornare a Les Sables-d’Olonne. La scelta del punto in cui salire oltre i 66 gradi nord sarà uno degli elementi decisivi della regata.

Beccaria e Clapcich nel gruppo di testa

Per Beccaria, questa fase vale anche come prova tecnica e personale. Il milanese arriva dall’esperienza in Mini 6.50 e Class40, ma l’IMOCA in solitario è un territorio diverso. Nelle prime ore dure della corsa ha già dovuto gestire un problema elettronico, risolto in circa venti minuti. È un dettaglio che racconta bene la natura della regata: su barche che navigano spesso sopra i venti nodi, anche un blackout temporaneo diventa un momento delicato, soprattutto di notte e con mare formato.

Francesca Clapcich, invece, sta confermando una presenza regolare nel gruppo di testa. Con 11th Hour Racing, la velista italiana naturalizzata statunitense affronta una regata che serve anche a costruire esperienza in condizioni dure, in vista del percorso verso il Vendée Globe 2028. La sua posizione, al momento, la tiene dentro una parte della flotta in cui ogni scelta di rotta può pesare molto, perché i distacchi tra il quarto e il quinto posto sono contenuti.

La Vendée Arctique resta quindi una regata ancora aperta. La salita verso il Grande Nord non è soltanto una questione di velocità pura, ma di lettura meteo, gestione della barca e capacità di non consumare troppo presto uomini e materiali. Dopo il primo fronte e il ritiro di Horeau, il messaggio è chiaro: prima ancora del Circolo Polare, questa corsa ha già iniziato a selezionare chi riesce a spingere e, nello stesso tempo, a conservare la barca per le fasi che verranno.

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