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domenica 29 novembre 2020

Day 57 - Bernard collide con UFO

Bernard Stamm è entrato in collisione con un oggetto non identificato che gli ha rotto il secondo idrogeneratore, la situazione è preoccupante.

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Day 57 - Bernard Stamm non sembra essere particolarmente fortunato in questa Vendée Globe. Da prima l’avaria al coffee grinder, poi agli idrogeneratori che lo hanno forzato a fermarsi in Nuova Zelanda per cercare di ripararli, quindi la squalifica che è in via di revisione in questi giorni e ora, lo scontro con un oggetto che Bernard non ha potuto vedere, ma che gli ha rotto il secondo idrogeneratore.

Gli idrogeneratori sono apparati fondamentali senza i quali la situazione in barca, si fa critica. L’energia da loro prodotta serve a una moltitudine di funzioni essenziali per il governo della barca e la sopravvivenza dello skipper.
Si va dalla produzione dell’acqua (queste barche hanno serbatoi piccolissimi, l’acqua la devono produrre con piccoli desalinizzatori che funzionano a energia elettrica) alla chiglia basculante (la chiglia si muove da una parte all’altra grazie a un motore elettrico), dal pilota automatico (se si può rinunciare a muovere la chiglia, pagando un caro prezzo in velocità, non si può rinunciare al pilota automatico che è lo strumento che, più di ogni altro assorbe energia elettrica) alla strumentazione di bordo. (l’energia elettrica alimenta strumenti indispensabili alla navigazione come l’Ais che permette agli skipper di individuare dove si trovano le navi che navigano nella loro stessa zona e capire se diventano pericolose, il radar, o le comunicazioni satellitari che permettono di ricevere i bollettini meteo)

Bernard al momento è entrato in una modalità di assoluto risparmio energetico evitando di comunicare, e spegnendo ogni cosa che non sia assolutamente necessaria. Oltre al generatore, Bernard ha il problema che anche la scorta di gasolio è in via di esaurimento. Adesso, insieme al suo team a terra, dovrà decidere sul da farsi. Può fermarsi per caricare gasolio, il regolamento gli e lo permetterebbe perché si tratta della sicurezza della barca, ma le condizioni meteo intorno a Capo Horn, unico punto dove potrebbe fare il rifornimento, no: iceberg, forti venti e mare agitato, difficilmente permetteranno a Bernard di entrare in una baia e effettuare il rifornimento. Può cercare di riparare almeno uno degli idrogeneratori, ma per farlo, ha bisogno di condizioni meteo migliori e rischia di non riuscirci fin tanto che non si troverà nei pressi delle zone equatoriali in Atlantico.

La domanda che tutti si pongono in questo momento è: è finita la regata di Bernard Stanmm? Alla fine il destino riuscirà a piegare il grande skipper e impedirgli di risalire il canale di Les Sable d’Olonne?

Testa regata - In Atlantico le cose sono cambiate completamente. Fin tanto che Macif e Banque Populaire erano nell’Indiano e nel Pacifico, non hanno mai dovuto bordeggiare, il vento seguiva la loro rotta e potevano sfruttare per avanzare dritti verso l’obiettivo, ma in Atlantico la flotta non si sposta più da est a ovest, deve risalire verso nord e questo cambia il gioco, ora bisogna fare bordi. Gabart e Armel Le Cléac´h stanno facendo lunghi bordi, con Armel che si spinge un po’ più a ovest nella speranza di prendere qualche corridoio di vento più favorevole. In queste condizioni vince chi ha il miglior team a terra, quello che meglio riesce a predire l’evoluzione della meteo e permettere allo skipper di scegliere il momento giusto per virare.

Jean Pierre Dick – Jean Pierre si fa sempre più vicino alla coppia di testa. Ora è a circa 270 miglia e sente di essere rientrato in gioco per la vittoria. Questo lo ha galvanizzato e lo porta ad avere una concentrazione elevatissima che si riflette in positivo sull’andamento della barca.

Dick, ha una grande esperienza di regate oceaniche e sa quali sono i momenti in cui si ha la possibilità di cambiare le carte della classifica, questo è uno di quelli, anche se i due skipper di testa non sembrano affatto disposti a permettere che Dick si avvicini troppo.

Alex Thomson – Per i primi due in classifica un'altra minaccia arriva da Alex Thomson che sta facendo una grande rimonta. Dieci giorni fa Alex stava passando il penultimo cancello, Pacific West e si trovava a 840 miglia di distanza da Armel Le Cléac´h, che in quel momento guidava la classifica. In questi dieci giorni, Alex ha bruciato oltre 150 miglia di distanza ed è a 580 miglia da Gabart che, nel frattempo, si è ripreso la testa della regata. Mentre François e Armel bordeggiano verso nord, Alex, se pur di bolina, riesce a puntare dritto sulla rotta verso Les Sable d’Olonne e questo gli farà recuperare altre miglia preziose nelle prossime ore.

Jean Le Cam – Dietro il quartetto di testa, ancora in Pacifico, a 380 miglia da Capo Horn, Le Cam continua a combattere con una forte burrasca con venti superiori ai 45 nodi e onde molto alte. La burrasca sta facendo avanzare Le Cam e i quattro skipper dietro di lui, molto velocemente, ma sta anche levando loro tutte le forze. Mangiare, dormire o cazzare semplicemente una scotta, in queste condizioni, dove la barca si muove molto violentemente tra un’onda e l’altra, è difficile. Se la situazione, perdurerà per giorni, come sta accadendo, allora si dovranno fare i conti con la forza fisica e la capacità di resistenza.