
Devo ammettere – ha detto Novak – che il giro del mondo mi è entrato nel sangue nell'epoca delle prime edizioni della Whitbread, quando per oltre quindici anni ho circumnavigato il globo quattro volte. A quell'epoca erano pochi coloro che riuscivano a lavorare facendo regate di questo tipo. Anzi, ci si manteneva lavorando fra un'edizione e l'altra, con lo scopo di esserci alla successiva. Quindi, un impiego a tempo pieno era lontano dalla realtà e la possibilità di non trovare un imbarco era deprimente”.
Novak continua a ricordare i tempi delle sue transoceaniche a tappe. “La mia generazione di uomini – ha continuato – e dico uomini perchè era prima che arrivassero anche gli equipaggi femminili come quelli di Maiden nel 1989, era caratterizzata da tipi un po' strani. Vagabondi, ribelli senza una causa. Non erano il massimo come tecnici ma erano bravi marinai alla ricerca di un'avventura e un po' di divertimento”.
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