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domenica 19 maggio 2024
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7 consigli per fare una bella vacanza con una barca a noleggio

7 consigli per fare una bella vacanza con una barca a noleggio
7 consigli per fare una bella vacanza con una barca a noleggio

La vacanza in barca probabilmente non ha uguali, ma come tutte le cose ha le sue regole. Qui di seguito 7 consigli importanti per passare una bella vacanza quando si noleggia una barca.

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Noleggiare la barca è senz’altro il modo più facile e più economico di vivere la vela, ma come tutte le cose che si fanno, può nascondere delle insidie.

Insidie che riguardano il momento in cui noleggiamo e insidie che potremmo dover affrontare una volta in barca e nel pieno delle nostre vacanze.

Per aiutarvi a organizzare e vivere la vostra vacanza in barca, in questo articolo troverete 7 consigli che crediamo siano molto utili.

La scelta della barca

Dire “prendo una barca a noleggio” è semplice, ma quando poi si arriva al dunque la cosa si fa più complessa.

Che barca prendo, monoscafo o catamarano? Vecchia o giovane? Dalla società Y o dalla X?

Dubbi su dubbi. Dubbi legittimi perché se si sbaglia, si rischia di compromettere la vacanza.

Il paletto più grande quando si pianifica una vacanza è il budget di spesa. Quanto si vuole spendere per noleggiare la barca? Se il budget è elevato, logicamente avremo maggiori margini, se è basso, più limitazioni.

Il consiglio in questo caso è: se il budget è ristretto, meglio una barca più piccola che una barca vetusta e più grande.

I modelli delle barche vanno per generazioni, ogni generazione ha una vita di circa 6-7 anni.

Una volta che il progettista ha disegnato il primo modello della nuova generazione, le sue caratteristiche principali saranno riportate in tutti i modelli successivi; quando saranno usciti sul mercato tutti i modelli della gamma (di norma sei o sette) si riparte con il primo modello di una nuova generazione di modelli.

Una cosa è prendere una barca di ultima generazione e un’altra prenderne una di una generazione precedente. È molto probabile che un modello della generazione precedente sia più piccolo in termine di volumi e spazi di una barca di ultima generazione, anche se più corta.

Un esempio: nel 2018 esce l’Oceanis 46.1, il modello fa parte dell’ultima generazione degli Oceanis, generazione che nasce nel 2017 con l’Oceanis 51.1. e che ora è prossima a essere sostituita.

In questa generazione lo spigolo dello scafo, che prima era solo a poppa, si estende sino a prua creando all’altezza della cabina anteriore un profondo redan (uno scalino) che aumenta notevolmente le dimensioni della zona di prua.

L’Oceanis 46.1 è una barca decisamente più comoda dell’Oceanis 50. Il 50 è una barca più grande, più lunga, ma appartiene a una generazione precedente e non gode delle innovazioni progettuali introdotte con l’Oceanis 46.1.

C’è un’altra grande scelta da fare: monoscafo o catamarano. Anche qui è una questione di budget, anche se poi la differenza tra un tipo e l’altro di barca va letta nelle giuste proporzioni.

L’alternativa non è prendere un Oceanis 46.1 o un Lagoon 46, dove sia i volumi che gli spazi, ma anche i costi, sono lontanissimi tra loro. La scelta giusta è: prendere un Oceanis 46.1 o un Lagoon 42.

Tra i due c’è una differenza di prezzo molto consistente, il catamarano costa decisamente di più di un monoscafo, ma sono anche due barche con livelli di comodità molto diversi.

Nella scelta, oltre a considerare il prezzo iniziale del noleggio, bisogna tenere anche in conto che un catamarano ha un costo di ormeggio decisamente superiore a quello di un monoscafo. Solitamente un catamarano paga un posto barca più un terzo e in alcuni marina paga un posto e mezzo.

Se siete dei velisti accaniti e volete divertirvi a vela, scegliete un monoscafo; se il budget ve lo consente e cercate comodità, spazio e una stabilità senza pari in rada, scegliete senz’altro il catamarano.

La scelta della meta

Un secondo consiglio è quello di valutare molto bene la meta dove si va a navigare. Questa deve avere un livello di difficoltà proporzionato alla vostra esperienza di barca, ma deve anche adattarsi al vostro ideale di vacanza.

Difficoltà – Se siete alle prime armi, scegliete una meta facile da raggiungere ma dove, soprattutto, sia facile trovare riparo in caso di tempo brutto. Per esempio, se scegliete di andare a fare una settimana all’isola d’Elba navigherete intorno a un’isola piena di rade molto ben protette e con ben cinque porti. Inoltre sarete a circa 15 miglia da altri porti importanti sulla costa. In una situazione del genere sarà facile trovare riparo qualora il tempo dovesse volgere al brutto. Se, invece, decidete di andare a visitare Ventotene ‒ un’isola dove ci sono poche rade, non particolarmente riparate, e un porto che soffre molto il vento di traversia ‒ non vi sarà facile proteggervi in caso di brutto tempo.

Stile di vita – Un altro elemento da tenere presente nella scelta della meta è lo stile di vita che conducete. Se vi piace andare in porto tutte le sere, mangiare in ristoranti di livello e fare vita notturna, la Sardegna è il posto ideale per voi, ma se amate passare la notte in rada e vorreste avere il minor numero possibile di barche intorno, la costa Smeralda è la scelta sbagliata.

Passare la notte in rada

Questo è un consiglio squisitamente pratico. Il passare la notte in rada ha una serie di regole che bisogna conoscere e rispettare se non si vogliono avere problemi:

  • In rada si arriva di giorno
  • La posidonia è un pessimo fondale, dare ancora sulla posidonia significa condannarsi ad andare alla deriva oltre a causare un danno ecologico (la posidonia è una pianta marina protetta)
  • In rada ci si mette vicino a barche della stessa tipologia, monoscafi con monoscafi, catamarani con catamarani, e soprattutto non ci si mette vicino ai superyacht perché sono grossi, pesano molto e se vi vengono addosso fanno male
  • Arrivare in una rada affollata e dare tutta catena è segno di poca esperienza e di maleducazione; stessa cosa è arrivare in rada e dare poca catena. La quantità di catena va proporzionata alla situazione meteorologica: se il tempo è ed è previsto molto buono, si possono dare tre volte il fondale, se invece c’è del vento diamo quattro volte il fondale, se il vento è forte diamo cinque volte. Se il vento è molto forte, in rada saranno rimaste poche barche e a quel punto mettiamo giù tutta la catena che abbiamo
  • La luce di fonda non è una scelta. In una notte nuvolosa senza luna, senza luce di fonda siete assolutamente invisibili alle barche che arrivano in rada. E potreste avere delle brutte sorprese

Prevedere le situazioni in barca

Questa è l’arma migliore dello skipper che non vuole avere problemi. Non vi fidate dello skipper che vi racconta tutte le disavventure che ha avuto, fidatevi invece dello skipper esperto che di disavventure ne ha vissute poche. Il primo è uno skipper che non prevede, il secondo è uno skipper organizzato che sa quello che fa.

Bisogna prevedere il tempo, lo stato della barca e lo stato dell’equipaggio. Di conseguenza, il bollettino meteo sarà il vostro vangelo e se si prevede brutto, non state lì ad aspettare per vedere quanto sarà brutto, ma levate l’ancora e trovate un posto sicuro molto tempo prima di averne bisogno.

Se avete noleggiato una barca vecchia da una società che non conoscete bene, rimanete all'erta e non date per scontato che tutto funzioni: agite come se gli elementi essenziali della barca dovessero cedere da un momento all’altro.

L’equipaggio è un elemento fondamentale della vacanza in barca, ma l’equipaggio è fatto di essere umani, volubili e impressionabili per natura. Se a bordo avete persone con poca esperienza, monitorate costantemente come si relazionano alla barca. Un equipaggio impaurito può essere pericoloso e voi dovrete intervenire prima che questo accada.

Pieno di carburante finale

Quando si rientra in porto a fine vacanza si deve fare il pieno, ma il distributore di gasolio è preso d’assalto da tutte le barche che rientrano; a volte sono decine e arrivano lì più o meno allo stesso orario.

Spesso capita di dover stare in coda per più di un’ora aspettando il proprio turno e la barca non è un’automobile a cui basta tirare il freno a mano perché stia ferma: la barca si muove e soprattutto si muovono le altre barche.

Se volete evitare questa esperienza, fate gasolio il giorno prima e mettete in una tanica il gasolio che pensate di consumare per rientrare in porto.

Il giorno dopo, quando arrivate al vostro posto barca dove il vostro noleggio finisce senza passare dal distributore, rabboccate il serbatoio del gasolio con il carburante che avete nella tanica.

Il check-in prima del noleggio

Molti prendono sottogamba l’importanza del check-in e questo è un grande errore. Se non volete avere problemi al vostro ritorno fate molta attenzione durante il check-in.

Ogni barca è diversa e anche se avete navigato su molte barche, è probabile che non conosciate quel determinato esemplare (le disposizioni di alcuni impianti variano anche da esemplare a esemplare dello stesso modello di barca).

Sapere dov’è il musichiere dell’impianto idraulico (il raccordo che vi permette di chiudere un serbatoio dell’acqua e aprirne un altro), dove si aprono e si chiudono le taniche delle acque scure, dove sono gli stacca-batterie o il relè del verricello elettrico, sono tutte cose essenziali che conoscerete solo facendo un buon check-in.

Per fare un buon check-in, in barca dovrete essere solo voi, il vostro secondo se lo avete, e l’uomo della società di charter. Gli altri ospiti aspetteranno in banchina con i bagagli. Check-in e check-out del noleggio nella barca a vela è un articolo di approfondimento che abbiamo scritto su questo argomento.

Le casse delle acque scure

Usare le casse delle acque scure in barca è segno di civiltà, a nessuno piace fare un bagno la mattina e incontrare resti organici che galleggiano, ma per usarle bisogna fare attenzione. Per inciso, in rada e in porto è obbligatorio stare con le casse delle acque scure chiuse.

Alcune società di charter consigliano di lasciarle sempre aperte, ma come detto prima, lasciarle aperte quando si è in rada è da incivili.

Il consiglio è di chiuderle all’arrivo in un porto e in una rada e aprirle come si esce in mare aperto. È una scocciatura, ma è essenziale.

Se lasciate le casse chiuse fintantoché non si riempiono completamente, rischiate che si intasino e che non si svuotino più.

Ciò comprometterebbe la vacanza perché la barca sarebbe invasa da cattivi odori e il bagno non sarebbe più utilizzabile, inoltre al vostro rientro vi faranno pagare per l’operazione di ripristino.

Se invece le chiudete per il tempo necessario e le riaprite subito dopo, la cassa sarà sempre vuota e non si potrà formare alcun tappo che la intasi. Ripetete sino allo sfinimento al vostro equipaggio che gettare la carta igienica nel water intasa tutto.

© Riproduzione riservata

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