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Naufragio all’ARC: equipaggio di 5 con 2 bambini salvati in Atlantico

Un 39 piedi ha iniziato a fare acqua, l’equipaggio è stato salvato da una nave oceanografica

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Atlantico centrale – L’equipaggio del Noah, un BM39 di Berckemeyer Yacht Design in alluminio, formato da padre, madre, due bambini di 10 e 12 anni e di un quinto uomo adulto, è stato salvato nel pomeriggio di giovedì 24 novembre dalla James Cook, una nave da ricerca inglese, che si trovava a poche ore dalla barca.

Alexander Grefrath, lo skipper tedesco proprietario della barca, partito da Santa Lucia a Gran Canaria domenica 20 novembre con una flotta di 212 barche per fare l’ARC 2016, ha cominciato a vedere infiltrazioni di acqua la mattina del 23 novembre. Né Alexander, né sua moglie o il terzo adulto presente a bordo sono riusciti a capire da dove provenisse tale infiltrazione, alle 12 del 23 novembre, Alex avverte l’organizzazione dell’ARC che qualche cosa non sta funzionando e la barca sta facendo acqua.

Gli esperti dell’ARC cercano di guidarlo nella ricerca della via d’acqua, ma non c’è nulla da fare. Alle 14 l’acqua sta per raggiungere le batterie e a quel punto Alexander lancia il Mayday e scatta l’operazione di soccorso.

L’ARC fa scattare l’allarme e chiede alle barche che sono più vicine al Noah di convergere su di questa, cosa che tutti fanno prontamente mettendosi in contatto con Alexander per fargli sapere che stanno arrivando. Tra queste c’è il Vicki Addey che si trova a poche miglia. L’equipaggio ammaina le vele e mette motore per raggiungere il più rapidamente possibile il Noah.

Fortunatamente il mare è calmo e non c’è pericolo immediato. Alexander ha preparato l’autogonfiabile pronto per essere lanciato in mare, ha preso la borsa stagna con i razzi e il necessario da portare sull’autogonfiabile. Se sarà necessario, potranno abbandonare la barca in pochi minuti.

L’ARC avverte anche la MRCC Tenerife che lancia prontamente una chiamata generale alle unità in navigazione nella zona per sentire chi è più prossimo. Un paio di navi cambiano rotta e puntano verso il Noah. Poi risponde la James Cook una nave oceanografica inglese che tra tutte è la più vicina.

Tempo due ore e la James Cook raggiunge il Noah, arriva pochi minuti prima delle barche dell’ARC.

Il comandante della James Cook chiede ad Alexander di scendere in acqua con il suo autogonfiabile e pagaiare verso la nave, cosa che avviene nell’assoluta calma. Nessuno ha paura, nessuno è nervoso.

Recuperati i naufraghi cessa l’allarme e le barche dell’ARC tornano alla loro rotta.

Alexander Grefrath ringrazierà per radio gli uomini dell’ARC per la collaborazione e la perfetta organizzazione. Poi dichiarerà che l’addestramento ricevuto dall’organizzazione dell’ARC prima di partire gli è stato prezioso e che pensa che quanto ha speso per partecipare a questa regata sia valso tutto.

Ancora una volta l’ARC si è rivelato il modo giusto per persone che hanno poca esperienza o che non vogliono rischiare o che, semplicemente, vogliono fare una lunga navigazione in compagnia per traversare l’Atlantico.


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