mercoledì 30 novembre 2022
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Il lato oscuro dell’AIS: c’è chi preferisce spegnerlo

La ONG Global Fishing Watch ha trovato un sistema per tracciare le imbarcazioni anche ad AIS spento, un’arma contro pirateria e traffici illeciti

Il lato oscuro dell’AIS: c’è chi preferisce spegnerlo
Il lato oscuro dell’AIS: c’è chi preferisce spegnerlo

L’AIS, Automatic Identification System, è uno degli strumenti di tracciamento in mare più noti ed affidabili che hanno a bordo oggi anche quasi tutte le imbarcazioni d diporto.

L'AIS è formato da un trasmettitore VHF con un GPS e altri sensori elettronici di navigazione, la trasmissione avviene tramiti canali radio.

Negli anni è diventato il mezzo più comune per prevenire le collisioni, ma c’è a chi non piace usarlo. Uno strumento simile è nemico di chi va in mare per scopi illeciti, che anzi ci tiene a fare restare la sua posizione segreta. Un dibattito che negli ultimi mesi per esempio ha riguardato i megayacht, sia a vela che a motore, degli oligarchi russi, che misteriosamente scomparivano dalle mappature AIS.

La ONG Global Fishing Watch si è occupata a lungo di questo tema e ha recentemente scoperto un sistema per riuscire a tracciare, almeno in parte, anche la navigazione di imbarcazioni a AIS spento.

Utilizzando i dati radar dei satelliti Sentinel-1 dell'Agenzia Spaziale Europea con degli algoritmi di apprendimento automatico, Global Fishing Watch ha scoperto come tracciare automaticamente le imbarcazioni senza l'uso dell'AIS satellitare.

Analizzando le immagini radar Global Fishing Watch ha isolato 20 milioni di punti che mostrano i movimenti delle imbarcazioni di lunghezza superiore ai 30 piedi e li ha confrontati con 100 miliardi di dati di posizione GPS provenienti da imbarcazioni che trasmettono la loro posizione tramite AIS.

Mettendo in relazione i due dati con degli algoritmi, il sistema della ONG è in grado di tracciare molte imbarcazioni anche dopo che si sono "oscurate" e hanno tentato di eludere il rilevamento.

Un sistema come questo, che la ONG utilizzerà per contrastare la pesca illegale, in realtà può essere utile ai fini generali della sicurezza in mare: in caso per esempio di pirateria, di traffici illeciti, o nella lotta ai cosiddetti trafficanti di uomini, o anche in caso di eventuali incidenti in mare.

© Riproduzione riservata

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