I ricercatori dell’Istituto Thetis che hanno studiato il caso sono arrivati alla conclusione che la balena potrebbe essere un esemplare giovane, e che sarebbe nato a inizio 2020 addirittura in Oceano Pacifico. In meno di un anno e mezzo sarebbe entrato in Atlantico, e poi in Mediterraneo.
I ricercatori, che hanno anche ripreso l’esemplare sott’acqua il cui video abbiamo condiviso a inizio notizia, (https://www.youtube.com/watch?v=PiuGUc_QF_o) hanno dedotto, in base ai rilevamenti sulla comunità di balene grigie del Pacifico nel 2020, e in base allo stato di magrezza dell’animale, che potrebbe avere nuotato fino in Italia.
Il fatto che la balena sia denutrita confermerebbe che per lungo tempo abbia nuotato senza sosta. Il motivo di questa migrazione? Non c’è un’ipotesi precisa, ma secondo i ricercatori il fatto che la balena sia stata avvistata così vicino alla costa può volere dire che è a caccia di cibo.
A differenza di altre balene le Grigie non filtrano il plancton, ma smuovono il fondo alla ricerca di piccoli crostacei, gamberetti e altri piccoli organismi di cui si compone la loro dieta, e per questo motivo spesso lo fanno sotto costa dove trovano una maggiore abbondanza rispetto alle profondità abissali.
La balena nel frattempo ha lasciato sulla sua rotta una scia di avvistamenti, che dall’Algeria vanno fino a Ponza, poi il golfo di Napoli, le coste toscane e infine la Liguria. Un tour lungo tutto lo stivale prima di dirigersi probabilmente in acque francesi e poi nuovamente verso Gibilterra.
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