SVN logo

Il mercato degli accessori festeggia il Black Friday e tira le somme

La vendita on line degli accessori cresce costantemente ma occorrono infrastrutture innovative

Abbonamenti SVN
ADV
Roma – Black Friday, il giorno degli sconti è arrivato in Italia dagli Stati Uniti dove esiste dagli anni ottanta. Ultimamente Black Friday sta diventando un appuntamento atteso anche nel nostro paese anche se in forma molto minore di quanto accade in altri paesi europei.

In questo giorno si moltiplicano le iniziative delle aziende, in particolare delle aziende on line per attirare i clienti con forti sconti.

Il modo dell’accessoristica nautica italiana non sembra averne compreso l’importanza, ma quella d’oltralpe, più esperta e cosmopolita, ne ha capito perfettamente il valore commerciale e sfrutta il Black Friday anche da noi in Italia, come è il caso della Orange Marine, uno dei più importanti rivenditori di accessori nautici in Europa noto per le sue offerte sempre molto allettanti che ha concentrato sul Black Friday un’intensa campagna pubblicitaria.

L’atteggiamento verso il Black Friday rispecchia un atteggiamento generale dei rivenditori di accessori ancora poco inclini all'utilizzo di strumenti innovativi per il marketing. La maggioranza di loro è convinta di poter lavorare con un sito e piccole campagne su Google.

Da noi il fenomeno dell’e-commerce, che ormai ha di gran lunga sorpassato per fatturato quanto fatto nei negozi, è relativamente giovane e ancora molto lontano da quello che lo stesso settore fa in altri paesi.

Tuttavia i nostri operatori sono moderatamente ottimisti e cominciano a sentire la ripresa come ci dice Ezio Grillo della F&B Yachting, uno degli operatore più attivi e più tecnici del settore. “Dall’anno scorso a quest’anno abbiamo aumentato le vendite di circa il 50%. Il risultato è dovuto in parte a una nostra crescita come azienda e, in parte, alla ripresa in atto.”

Grillo ci parla anche della differenza tra la vendita on line e quella in negozio. “F&B oltre ad avere la vendita on line ha due negozi, uno in Liguria e uno in Sardegna, il che ci da la possibilità di vedere come si muovono i due sistemi di vendita on e off line. Ormai la vendita in negozio rappresenta una piccola percentuale di quanto si realizza con la vendita on line.

Un po’ più fredda sull’andamento dell’Italia è Federica Fiorenza dell’ufficio italiano della Orange Marine che ci dice:“Il mercato italiano è indietro rispetto al mercato francese dove le vendite on line sono molto più consistenti.”

Sul perché questo avvenga, Fiorenza spiega che il nostro mercato ha diversi problemi tra i quali quelli dell’organizzazione del commercio on line. “In Italia non esiste una rete di punti di consegna dove il cliente che ordina on line può ritirare la merce ordinata, questo significa che bisogna sempre spedire a casa dell’utente con costi superiori.”

David Blackborn, analista di Londra specializzato in mercati on line e esperto velista, ci spiega che il mercato dell’accessorio nautico risente molto dell’innovazione, ma questa è ancora merce rara per gli accessori nautici. “Un accessorio nautico nuovo e innovativo si vende 3 – 4 volte di più di un analogo accessorio dello stesso segmento, ma accessori realmente innovativi sul mercato ne arrivano veramente pochi, basti vedere le difficoltà che ha il DAME (Il più prestigioso premio per il settore degli accessori che ogni anno viene assegnato durante il Mets di Amsterdam) nel selezionare un numero interessante di accessori ogni anno.

Balckborn ci spiega come nella nautica ci sia un problema di nanismo delle aziende. “Le aziende che operano nella nautica o sono grandi aziende come quelle dell’elettronica o sono aziende semi-artigiane. Queste spesso producono brevetti interessanti, oggetti per i quali è facile intuire le potenzialità, ma poi non hanno le capacità finanziarie di sviluppare l’invenzione, fare i prototipi, fare i test e quindi commercializzare il prodotto. Così quello dell’accessorio nautico è un mercato pieno di brillanti idee che spesso, invece di arricchire chi le ha avute, sono motivo di una perdita di denaro, proprio perché chi le ha create non ha la forza finanziaria di arrivare a un progetto completo e vendibile.