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Collisione tra motoscafi: muore a 22 anni

Dopo il lago di Garda ecco il lago di Como ad aggiungersi alla lucubre lista degli incidenti mortali provocati dalla collisione tra barche.

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Como – Una barca per sci nautico con a bordo 11 ragazzi provenienti dal Belgio, turisti abituali conosciuti nella zona per la grande villa di uno di loro e per il fatto che stanno sempre insieme. Al timone una delle ragazze del gruppo. Giocano ridono, si fanno scherzi, poi l’urto, fortissimo, inaspettato. La barca prende il volo e in quel volo tremendo le eliche tranciano la vita di un ragazzo di 22 anni che ha avuto come sola colpa l’idea di andare a prendere un po’ di sole sul lago con un barchino noleggiato con altri due amici.

La ragazza che conduceva la barca non ha visto quella dei tre italiani e l’ha presa in pieno. Nell’urto la barca della ragazza ha scalvato quella della vittima e nel farlo le eliche hanno ferito mortalmente Luca Fisi, 22 anni , laurea breve in economia, una vita davanti a se.

Testimoni oculari descriveranno l’impatto. Sembra che la barca condotta dalla ragazza andasse molto veloce.

E’ il quinto incidente di questo tipo in meno di un mese che per un motivo o per l’altro arriva all’attenzione dei giornali. In tre casi ci sono una o due vittime, in uno c’è un ferito, in un quinto è l’assurdità della situazione a richiamare l’attenzione dei giornali: un motoscafo tampona un peschereccio e gli sale sopra.

In totale si registrano 4 morti. Quattro indicenti su cinque sono stati provocati da una barca a motore, uno da una barca a vela. Due sul lago e tre in mare.

Il dato che emerge dall’analisi degli incidenti, oltre al fatto che la maggior parte di questi siano stati provocati da diportisti del nord Europa, è il fatto che su 5 collisioni, tre, quelle che hanno registrato il più alto numero di vittime, hanno riguardato barche ferme con gli occupanti impegnati in attività che non permettevano il controllo della barca:

a Portisco un XP 55 condotto da due olandesi sperona un barchino di 6 metri fermo in mezzo al mare a pescare e lo affonda;

al Garda, una barca a motore con due tedeschi a bordo, colpisce nella notte un barchino molto piccolo fermo in mezzo al lago con due persone sdraiate al suo interno;

Una barca a motore condotta da una ragazza belga colpisce un barchino a motore fermo in mezzo al lago di Como con tre ragazzi sdraiati a prendere il sole.

Se, indubbiamente, la colpa principale di questi incidenti è da attribuirsi a chi conduceva le imbarcazioni che hanno provocato la collisione, c’è anche da dire che, dal punto di vista di un marinaio, non è particolarmente saggio fermarsi in mezzo al mare o in un lago, in zone molto trafficate e abbandonare la guardia della barca.

Le regole della buona marineria vogliono che lo skipper sia sempre all’erta a meno che non si trovi in porto o alla fonda in una rada riparata ( e anche in quel caso, dormirà con un orecchio a quanto accade all’esterno della barca).

La coppia colpita dall’XP 55, un po’ per la velocità ridotta della barca a vela, un po’ per il fatto che stavano pescando quindi in grado di vedere cose stava accadendo intorno a loro, si sono resi conto che la barca gli stava venendo addosso, hanno iniziato a urlare, ma non hanno potuto spostare la barca, cosa che avrebbero potuto fare se questa fosse stata in grado di muoversi immediatamente in caso di pericolo.

Negli altri casi, gli occupanti delle barche erano sdraiati sulla barca e non avevano nessuna coscienza di quanto stesse avvenendo intorno a loro. Capiamo che questo sia un discorso difficile da accettare per chi non è abituato a navigare, ma qualcuno che sa cosa significa portare una barca non si metterebbe mai a dormire di notte su di una barca senza luci al centro di uno specchio d’acqua dove possono circolare altre unità.

Voi vi fermereste con la vostra macchina al centro della carreggiata di una strada a fare un riposino?



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