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lunedì 30 novembre 2020

Tra mille dubbi la Coppa America va avanti

Luna Rossa
INEOS Team UK
Emirates Team New Zealand

Il Coronavirus ha presentato ai team di Coppa una sfida nella sfida. Un ostacolo in più che i team devono superare per arrivare al traguardo che questa volta è il campo di regata

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Auckland (New Zealand) – Ogni team di Coppa America sta cercando di ovviare alle difficoltà presentate dalla Pandemia.

I neozelandesi di EMTZ hanno il vantaggio di giocare in casa, a loro sarà risparmiato il lungo viaggio di fine anno che dovranno affrontare gli altri quattro team. Tuttavia questo vantaggio in parte è ridotto dal fatto che il loro primo AC75, “Te Aihe”, è ancora sulla strada di ritorno dall’Italia dove l’evento di Cagliari è stato annullato quando la nave con la barca era già prossima all’arrivo. Questo significa che il team non può allenarsi sull’AC75, ma si deve accontentare della versione ridotta che quasi tutti i team hanno creato per far fare pratica ai propri equipaggi. Allo stesso tempo la seconda barca, quella che con tutta probabilità prenderà parte alla Coppa America, sta subendo un ritardo minimo di cinque settimane, periodo equivalente alla durata del lockdown in Nuova Zelanda.

Gli Italiani di Luna Rossa, forse, al momento, sono quelli meglio posizionati. I ragazzi di Bertelli hanno sempre continuato a lavorare alle riparazioni del loro primo AC 75 che a marzo aveva subito un serio danno alla prua e, con tutta probabilità, non appena si potrà, saranno i primi a poter riprendere gli allenamenti. Il team ha deciso che rimarranno in Italia sino all’ultimo trimestre dell’anno, per poi imbarcare tutto e raggiungere Auckland.

Anche gli americani di NYYC American Magic non sono messi male. Il team americano, con base in Florida, ha potuto continuare la costruzione della seconda barca nel cantiere di Rhode Island nel nord nonostante il lockdown grazie a un permesso speciale da parte del governatore del Rhode Island State. Gli allenamenti, invece, sono sospesi a causa della pandemia.

Gli inglesi di INEOS UK invece hanno problemi simili a quelli dei neozelandesi, la loro barca era su di una nave che è riuscita a rientrare in Inghilterra da poco. Il team, secondo le disposizioni UK, non ha subito il lockdown e ha continuato a costruire la seconda barca senza interruzione. Gli inglesi stanno facendo un buon lavoro anche in Nuova Zelanda dove i lavori per la costruzione della loro base sono i più avanzati. Come la barca sarà finita, presumibilmente questo autunno, gli uomini INEOS raggiungeranno Auckland.

Infine, il secondo team americano, quello di Stars + Stripes Team USA, sino ad ora il meno competitivo, è quello che sta avendo maggiori vantaggi dal lockdown. Partiti in ritardo con questo momento di chiusura e con l’annullamento dei World Series, hanno avuto la possibilità di recuperare le distanze con gli altri team. Anche per loro l’arrivo a Auckland è programmato per fine anno.