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Ricercatori capiscono come gli squali attaccano nelle profondità marine

Un drone studia il comportamento degli squali nella profondità dell’oceano

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Guadalupa (Messico) – Per quanto si pensi che ormai sugli squali si sappia tutto, sino ad oggi nessuno era riuscito a monitorare il loro comportamento nelle profondità. La grande maggioranza dei dati a nostra disposizione sono stati raccolti osservando gli squali in superficie.

I biologi marini della Woods Hole Oceanographic Institution, grazie alle prime osservazioni non in superficie di questi predatori ottenute con un drone sottomarino direttamente attaccato almeno 9 volte da 4 esemplari di squalo, hanno scoperto nuove informazioni su questi animali.

Soggetto dello studio: i grandi squali bianchi nelle acque antistanti il Guadalupe, nel Messico. Lo strumento usato è stato il "Remus SharkCam", un drone appositamente studiato e equipaggiato. Il Remus SharkCam ha seguito 4 esemplari in particolare per diversi giorni ed è riuscito a riprendere immagini di attaccati diretti.

Una delle informazioni che scaturiscono da questo studio è che questa specie di squalo attacca nascondendosi nelle profondità marine, sfruttando l’oscurità la loro livrea sul dorso si mimetizza molto bene nelle acque profonde.

Lo squalo si porta sotto la preda e poi si proietta in superficie lanciando il proprio attacco giocato sul fattore sorpresa. Un po’ quello che hanno ipotizzato tutti i film di Hollywood che avevano per protagonista questo animale negli ultimi 40 anni.

Lo studio con i risultati ottenuti è stato pubblicato sul Journal Fish Biology, mentre le immagini, tra le quali molte sono spettacolari, saranno rese pubbliche durante la Shark Week di Discovery Channel della prossima estate.


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