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Giovanni Soldini eletto cavaliere del mare dai nostri lettori

Una settimana fa abbiamo pubblicato un sondaggio dove chiedevamo agli iscritti del nostro canale YouTube di nominare il loro “cavaliere del mare. Vince Giovanni Soldini

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Il 59% ha scelto Giovanni Soldini, il 23% ha dichiarato cavaliere del mare Eric Tabarly, mentre il 13% ha optato per Sir Johnston.

Questo il risultato del nostro piccolo sondaggio pubblicato sul nostro canale YouTube

Concordiamo con il giudizio dei nostri lettori: anche per noi Giovanni Soldini è il cavaliere del mare, soprattutto per quanto accaduto nella Around Alone del 1998-99, quando in pieno oceano Pacifico al centro di una forte depressione con onde che arrivavano ad oltre 12 metri, Isabelle Autissier, che in quel momento stava conducendo la regata, perse la chiglia, capovolgendosi quasi immediatamente. La navigatrice riuscì ad azionare l’Epirb, ma si trovava a 2400 miglia dall’Australia e 1800 miglia dalla America latina, in una zona dove a causa delle frequenti depressioni e delle forti correnti le navi commerciali non navigavano.

Sola, in un oceano infuriato, con temperatura vicino allo zero dentro una barca capovolta, sballottata da onde gigantesche: la situazione era disperata.

Giovanni Soldini navigava in terza posizione e aveva scelto di tenersi più a nord proprio per evitare quelle depressioni che aveva visto arrivare. Ricevuto il Mayday di Isabelle, non ci pensò su due volte: un colpo al timone per mettere di bolina Fila e rotta verso il sud, alla ricerca di PRB, la barca della Autissier.

Ventiquattrore di bolina durissima salendo e scendendo da onde enormi, con l’acqua che inondava di continuo la barca. Una situazione in confronto alla quale la navigazione dura fatta sino a quel momento con i venti portanti e le onde sulla poppa, sembrava una rilassante passeggiata.

Soldini arriva nel punto da cui partiva il segnale di soccorso molto presto al mattino con il sole ancora sotto l’orizzonte. L’intero mondo della vela e non solo seguiva la ricerca del navigatore italiano con il fiato sospeso: trovare quel guscio di noce in un oceano immenso e infuriato oltre ogni immaginazione non sarebbe stato facile.

Basandosi sul margine di errore dei sistemi di rilevamento del tempo, Giovanni aveva calcolato che c’erano circa 5 miglia quadrate da controllare per trovare la Autissier. Una superficie che un aereo avrebbe coperto in pochissimo tempo, ma che per una barca a vela con visibilità ridottissima a causa delle onde, poteva essere un’impresa disperata.

Le ore passano, di Isabelle non c’è traccia. In uno degli ultimi messaggi via e-mail (il satellitare non funzionava bene) Giovanni Soldini scrive ai suoi: “Non mollerò finche non avrò trovato Isa.”

Così è stato: alle 15,25 del 15 febbraio del 1999, Giovanni Soldini avvista lo scafo rovesciato di Isabella Autissier. Si avvicina, grida, ma Isabella non lo sente. Allora Giovanni passa vicino alla barca e lancia contro lo scafo un grosso martello. Autissier sente il colpo ed esce.

E’ salva. Giovanni scrive.

“Salve, qui Fila. Isa è a bordo con me. Stiamo tornando in gara”.

Fila riprende la rotta e torna in gara. Isabelle scrive al suo team a terra.

“Ora mi farà fare una bella crociera” sottolineando come lei a bordo non potrà aiutare in alcun modo Giovanni. Dovrà essere un semplice passeggero: pena, la squalifica.

Giovanni, nonostante tutto, vincerà quella tappa della Around Alone, e per rispondere a coloro che lo volevano squalificato, soprattutto la stampa francese, perché non era da solo a bordo, Giovanni vince anche la tappa successiva e si aggiudica quella edizione della Around Alone entrando di diritto nei libri di storia della vela internazionale.

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