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I pensieri di Pedote a due settimane dalla partenza del Vendée Globe

Sale la tensione e l’attesa per lo start dell’8 novembre, Giancarlo Pedote è pronto a vivere il sogno inseguito per tanti anni, è pronto a correre il suo Vendée Globe

NSS
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Mancano ormai meno di due settimane all’inizio della regata più dura che ci sia al mondo, il Vendée Globe, il giro del mondo senza scalo e assistenza, in programma l’8 novembre da Les Sables d’Olonne in Francia.

Per l’Italia ci sarà in partenza lo skipper toscano Giancarlo Pedote sull’Imoca 60 Prysmian Ocean Racing, che in Francia viene considerato come uno dei potenziali outsider della regata.

Pedote correrà con un’Imoca foiler di penultima generazione, avendo acquistato la barca di Jean Pierre Dick che ha preso parte al Vendée 2016.

Il team dell’italiano non ha apportato modifiche alla barca in termini di prestazioni, Pedote quindi almeno sotto il profilo delle performance sarà un passo indietro rispetto alle barche di ultimissima generazione e non parte tra i favoriti per un posto sul podio.

Un elemento che non lo scoraggia di certo, dato che questo per lo skipper di Prysmian è prima di tutto un sogno inseguito da oltre dieci anni.

In un video sulla sua pagina Facebook il velista italiano ha raccontato le sue emozioni e le sensazioni ormai a pochi giorni dalla partenza:

“Mi sento molto felice ed emozionato. Si tratta di una regata che sogno da moltissimi anni e all’inizio della mia carriera ho anche avuto paura di sognarla dato che è qualcosa di così grande e non sapevo se mai ci sarei arrivato.

Ho fatto enormi sacrifici per essere qui e ho portato avanti un percorso quasi ‘militare’ e a passo di leopardo, e finalmente mi trovo ormai su questa linea di partenza che ho desiderato per così tanto tempo” ha raccontato Pedote.

Giancarlo aveva anche avuto la possibilità di prendere parte all’edizione 2016, ma ha preferito aspettare un’occasione migliore e con una barca più competitiva.

Il suo obiettivo era quello di poter avere a disposizione una barca dotata di foil anche se non di ultima generazione, per portare avanti una regata dentro la flotta dei migliori e non a migliaia di miglia di distacco.

L’obiettivo di un posto in top ten e di una regata di alto livello diventa così possibile.

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