SVN logo

L’UCINA vede la luce al termine del tunnel della crisi

Mercato nautico nel 2014 + 2,1%, netto miglioramento anche dei contratti di leasing

Abbonamenti SVN
ADV
Genova – I primi segnali di una decisa inversione di marcia nel mercato nautico sono arrivati qualche giorno fa da ASSILEA, l’associazione degli istituti finanziari. Ieri è intervenuta anche l’UCINA, Confindustria nautica, confermando che la ruota ha smesso di andare indietro e ha iniziato a girare in avanti. Nel 2014 i primi dati dell’osservatorio dell’associazione degli industriali della nautica ha rilevato un incremento di fatturato nel 2014 del 2,1%. La migliore performance è registrata dal settore degli accessori, che segnano un positivo pari al 3,1%; migliora anche l’occupazione con la crescita di un punto percentuale.

Dati positivi per l’industria che fa export, meno per chi si rivolge al mercato nazionale che registra un rosso importante anche nel 2014 con una perdita del 6,2% sul 2013.

La crescita del fatturato, infatti, è da attribuirsi completamente a un aumento dei beni esportati che hanno sopravanzato le perdite del mercato interno.

Tuttavia i segnali sono buoni e sono forti, se si passa al primo trimestre del 2015 si vede che i contratti di leasing hanno avuto un incremento del 15% aumentando notevolmente sia nel numero di imbarcazioni finanziate, sia nel loro valore.

Altro segno positivo è quello che riguarda il settore degli accessori. Buona parte del dato inerente a questo comparto per il 2014, 3,1% d’incremento, è da attribuirsi al mercato interno, cosa che indica come il diportista italiano stia tornando a interessarsi della sua imbarcazione.

Per quello che riguarda il settore della vela, al momento non ci sono dati statistici, ma le rilevazioni di SolovelaNet indicano un andamento leggermente in crescita nei confronti dello scorso anno.

E’ lecito pensare che se alcuni fattori di disturbo saranno sorpassati, la stagione che inizia a settembre 2015 potrà essere quella della ripresa effettiva anche nel settore vela.

I fattori di disturbo sono, come sempre, l’invadenza dei controlli in mare che se pur drasticamente diminuiti nell’estate del 2014 in alcune zone costiere sono rimasti alti e ingiustificabili e il comportamento degli istituti di leasing italiani che continuano a essere estremamente rigidi nel vaglio delle pratiche per la concessione di finanziamenti.