SVN logo

Una coppia di imprenditori maltesi paga una missione per salvare i migranti

Oltre 300 le persone già salvate da Phoenix 1 il peschereccio ingaggiato dalla famiglia Catrambone

Abbonamenti SVN
ADV
Malta –Mentre qualcuno grida “affoghiamoli tutti” ci sono altre persone che sono disposte a metterci soldi propri pur di salvare vite umane in mare. Questo è il caso di due imprenditori che vivono a Malta i signori Catrambone, imprenditori, che hanno finanziato in proprio con diversi milioni di euro la missione MOAS (Migrant Offshore Aid Station).

I coniugi Catrambone (la signora Catrambone è italiana) hanno equipaggiato una nave, il Phoenix I con gommoni di salvataggio, due elicotteri-droni a lungo raggio per la ricerca dei migranti in difficoltà, un team di persone specializzate e si sono schierati affianco di Mare Nostrum.

Moas si è prefisso il compito di fornire la prima assistenza a barconi in difficoltà nel Mediterraneo. Una volta intercettati, il Phoenix raggiunge e porta alle persone a bordo dei barconi le prime cure mediche, se necessario, li carica sui propri mezzi e poi li consegna alle unità di Mare Nostrum per l’assistenza.

Il primo gruppo di migranti salvati nei giorni scorsi erano 227 palestinesi in fuga dalla guerra, tra questi 40 donne e 57 bambini. I migranti erano su di un barcone di legno che faceva acqua. Una volta individuati il Phoenix li ha raggiunti, li ha presi a bordo e portato le prime cure mediche in particolare ha provveduto a somministrare insulina a un bambino.

“Nessuno dovrebbe morire in mare - dice la signora Regina Catrambone. - Noi non vogliamo sostituirci a Mare Nostrum né chiediamo di essere trattati diversamente dalle altre barche che navigano in Mediterraneo, noi vogliamo solo aiutare e mettere a disposizione le nostre poche forze per salvare qualche vita in più.”

Quando si è saputo dell’iniziativa dei Catrambone, questi hanno ricevuto molte e-mail con offerte di aiuto. Medici, infermieri, marittimi, in molti si sono messi a disposizione per dare loro una mano.

Moas ora dispone di un sito internet dove è possibile anche ricevere donazioni. La fondazione ha soldi sufficienti per svolgere attività per ancora due mesi, ma la speranza è che ora la macchina internazionale si metta in moto e che qualcuno contribuisca a far durare di più lo sforzo del Moas.

In pochi giorni il Moas ha raccolto 2.000 euro da cittadini privati e aspetta l’adesione al progetto di organizzazioni importanti che, oltre al denaro, possano portare competenze e uomini. Al momento la scuola di formazione per paramedici di Malta, Merit Training Ltd, sta fornendo personale volontario.

Christopher e Regina Catrambone possiedono una società specializzata nelle problematiche connesse alle emergenze che da prima aveva base a Tangeri e che ora è stata spostata a Malta.



http://www.moas.eu/