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Sono 29 le persone morte di freddo in un barcone questa notte

A rischio anche la vita degli uomini della Capitaneria che sono intervenuti con onde sino a 9 metri

NSS
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Morire di freddo, una morte terribile che annienta il corpo un pezzo per volta. I primi a lasciarti sono i piedi, non li senti, non li muovi più, è come se te li avessero tagliati, poi arrivano le dita delle mani e poi, lentamente, tutto il resto del corpo e tu stai fermo, inerte, consapevole che la fine è vicina. Così sono morte 29 persone questa notte nel Mediterraneo a largo di Lampedusa. Giovani che facevano parte dell’ennesimo carico di carne umana gettata nel Mediterraneo per poche migliaia di euro.

Con loro hanno rischiato di morire anche gli uomini della Guardia Costiera che per salvarli sono usciti in mare con onde sino a 9 metri e burrasca forza 8.

"I nostri uomini sono allo stremo e stanno mettendo a rischio la propria vita. - Ha detto il portavoce delle Capitanerie di Porto, Filippo Marini. - Operare in queste condizioni è proibitivo e riuscire a portare in salvo decine di persone è un miracolo.”

Il mayday è arrivato con un telefono satellitare come accade sempre, subito le Capitanerie hanno disposto la deviazione di rotta di due cargo che si trovavano nella zona, contemporaneamente, quando era ancora piena notte, sono partite le motovedette.

Trasbordare le 105 persone che erano sul barcone dal quale è arrivato il segnale di soccorso è stato molto difficile, le onde enormi non consentivano alle navi di avvicinarsi al barcone e anche per le motovedette è stato molto rischioso.

“Orrore a Lampedusa. Persone morte non in naufragio, ma per il freddo. Queste le conseguenze del dopo Mare Nostrum,” ha dichiarato il presidente della Camera Laura Boldrini.

L’operazione Mare Nostrum, gestita direttamente dalla nostra Marina Militare, era in grado di garantire la salvaguardia delle vite in mare perché si poteva intervenire anche in assenza di chiamate di soccorso. Triton, l’operazione di salvaguardia della vita dei migranti in mare è gestita dalla UE e non è in grado di garantire lo stesso livello di sicurezza in mare.

“Non si tratta di riaprire l’operazione Mare Nostrum, ma di ampliare le capacità di Triton” ci dice il rappresentante di una delle tante organizzazioni non profit che da mesi stanno lanciando l’allarme sull’inefficienza di Triton.

A rinforzare la denuncia della Boldrini è il direttore sanitario di Lampedusa Pietro Bartolo. “Sono sconvolto, - dice Pietro Bartolo - sono davvero sconvolto. Non riuscirò mai ad abituarmi a queste tragedie. Ma questa volta posso dire che questa strage di poteva evitare. Mi spiace dirlo, ma con la fine di Mare Nostrum siamo tornati a contare i morti in mare».

Tutti i paesi della comunità europea mettono la salvaguardia della vita umana sopra ad ogni altro valore, viene quindi da chiedersi come è possibile che un organizzazione come la UE non riesca a fare quello che faceva da solo un singolo paese come l’Italia sino a qualche mese fa.

Probabilmente è vero quello che dicono ormai in molti, le basi di Triton andrebbero riviste e ottimizzate, non si possono andare a salvare i migranti nel mare in tempesta con i gommoni e soprattutto, non si può aspettare che scatti l’allarme per attivare i soccorsi.



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