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Natanti a 12 metri, parola di Toninelli. Ma ha un senso?

Solovelanet ha fatto una piccola indagine sulla necessità dei natanti a 12 metri

NSS
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Genova – Quando nel weekend passato il ministro Toninelli ha detto che stava lavorando per portare il limite del natante da 10 a 12 metri, pensava di sollevare l’entusiasmo del mondo nautico e di ricevere applausi a scena aperta. Di applausi certamente ce ne sono stati, ma quelli soliti che si riservano a chi viene a sfilare al Salone Nautico di Genova; di entusiasmo, invece, ne ha sollevato poco.

Proprio davanti a tanta freddezza nei confronti dell’annuncio del ministro dei Trasporti e Infrastrutture, abbiamo parlato con operatori e visitatori per capire perché la misura paventata dal neo ministro non avesse riscosso il successo sperato.

Su venti pareri raccolti: dodici giudicano la misura del tutto inutile, quattro esprimono un interesse condizionato al fatto che si trovi il modo di finanziarie anche i natanti e quattro sono convinti che la misura annunciata dal ministro si andrà ad aggiungere agli impegni che negli anni i diversi ministri che hanno sfilato al Salone hanno fatto e puntualmente disatteso.

Iniziamo ad analizzare le ragioni di chi ritiene che portare il limite del natante dai 10 metri com’è oggi ai 12 metri possa essere un’iniziativa capace di influenzare il mercato. Tutti e quattro gli intervistati, tre operatori del settore vela e un visitatore, credono che una misura del genere porterebbe più persone ad avvicinarsi alla nautica. Le stesse persone (3 su 4) credono che i vantaggi legati ai rapporti con il fisco insiti nel concetto stesso di unità non immatricolata, faranno tornare alla nautica coloro che, abituati a barche più grandi, per non finire sotto la lente del fisco, se ne erano allontanati. Sempre tra gli entusiasti della proposta Tonelli c’è chi suggerisce che il natante a 12 metri sarà apprezzato per i minori adempimenti burocratici richiesti a un natante.

Poi ci sono i quattro operatori che si sono detti favorevoli alla misura a patto che il governo crei degli strumenti di finanziamento dei natanti che oggi non possono usufruire del leasing.

Infine, quelli che giudicano la misura del tutto inutile, hanno un minimo comune denominatore, il leasing. Tutti ci hanno detto che il natante a 12 metri non è realizzabile perché gli istituti finanziari non fanno contratti di leasing a barche non immatricolate e nessuno oggi è disposto a rinunciare al leasing agevolato, e di conseguenza pagare il 10% di IVA in più. Qualcuno ci ha ricordato come in una situazione dove non si paga più in contanti, ma tutte le transazioni sono registrate, nessuno ha più interesse a comprare in contanti.

Tre delle persone che penasno che sia inutile portare i natanti a 12 metri, giudicano la proposta anche dannosa ritenendo che disimmatricolare i dodici metri farà aumentare i furti di barche di questo tipo come accade oggi per i 10 metri.

Nel bilancio finale della nostra piccola inchiesta, appare evidente di come il ministro non abbia avuto un’idea vincente.

Forse sono altre le cose di cui avrebbe bisogno la nautica.


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