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sabato 28 novembre 2020

Altri morti nel canale di Sicilia

Strage di donne e bambini in un esodo che sta assumendo contorni sempre più drammatici

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Lampedusa - Ieri si è consumata un’altra tragedia del mare. Un barcone con 250 persone si è capovolto a 60 miglia a sud di Lampedusa. Al momento si contano 50 morti tra corpi recuperati e dispersi, la maggior parte dei quali donne e bambini.

L’imbarcazione si sarebbe capovolta in seguito all’improvviso movimento dei passeggeri per seguire il passaggio di un aereo militare.

Mentre la Guardia Costiera e la Marina Militare erano ancora impegnati a salvare i superstiti del naufragio, altre motovedette hanno dovuto portare soccorso a un altro gommone con 80 persone a bordo e a una barca con 183 profughi tra i quali 34 donne e 49 bambini.

Nel frattempo i corpi recuperati dal naufragio della settimana scorsa sono saliti a 339.

Il barcone è stato intercettato in un primo momento da un aereo da ricognizione maltese ed è proprio il suo passaggio che ha provocato lo spostamento in massa dei passeggeri che cercavano di farsi notare. Spostamento che ha portato al capovolgimento. Poco dopo è arrivata una nave militare maltese che ha iniziato le operazioni di soccorso e subito dopo altre due navi militari italiane che hanno gettato in acqua salvagenti e autogonfiabili prima di iniziare a recuperare i superstiti e corpi senza vita.

A sera sulla tolda delle navi sono stati contati 221 sopravvissuti e 33 corpi, venti persone sono ancora disperse.

Cecilia Malmstrom, il commissario per gli affari interni della Comunità Europea, ha dichiarato:” E’ urgente lanciare una grande operazione Frontex per la sicurezza. Senza azioni concrete - avverte - le espressioni di solidarietà restano parole vuote".

Con la situazione politica che si è venuta a creare tra la Siria e il nord Africa, gli sbarchi sono destinati a moltiplicarsi così come si faranno sempre più forti le motivazioni che portano queste persone a tentare di scappare dalle zone di guerra. e con questo i rischi che queste saranno disposte ad affrontare saranno sempre maggiori.

Il coro di personalità che ha ormai accettato l’idea che non può essere l’Italia da sola a far fronte a un’emergenza umanitaria come quella in atto si allarga sempre di più e sempre più diffusa si fa l’idea che serva un corridoio umanitario che faccia si che non sia più necessario per i migranti di servirsi degli scafisti per cercare di salvarsi in Europa.

I sopravvissuti a quest’ultimo naufragio, essendo questo avvenuto fuori dalle acque territoriali del nostro paese, non saranno incriminati per il reato d’immigrazione clandestina.