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Rena: scongiurata la catastrofe ambientale

Dopo sei settimane le squadre di soccorso sono riuscite a svuotare i serbatoi della nave Rena dalle 1300 tonnellate di carburante che rischiavano di finire in mare

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Nuova Zelanda - Alla fine la nave greca Rena non si è spezzata in due e il paradiso naturale della barriera corallina australiana se l’è cavata con danni contenuti. Sei settimane fa, la nave Rena della MSC si era incagliata nella barriera corallina a causa di una manovra errata. Al suo interno si trovavano, oltre a 1200 container di cui alcuni pieni di materiale pericoloso, 1.700 tonnellate di carburante. Dopo dieci giorni, a causa delle condizioni meteo avverse, si era riusciti a pompare fuori solo 70 tonnellate e si temeva che il peggioramento delle condizioni del mare avrebbe causato la rottura della nave in due tronconi causando una delle più gravi catastrofi naturali sulle coste australiane.
Fortunatamente, la nave ha retto e le squadre di soccorso sono riuscite, lavorando ininterrottamente, a estrarre gran parte del carico di combustibile. Al momento ne rimangono solo 60 tonnellate che saranno estratte a mano.
Passato il pericolo carburante, ora bisognerà affrontare il recupero dei container e quindi, provare a rimuovere la nave stessa. I container richiederanno diversi mesi di lavoro, visto che si riuscirà a portarne via non più di sei al giorno. Ottantotto di questi sono già andati perduti al momento dell’impatto e ora giacciono sul fondo del mare nel raggio di un chilometro dalla nave.