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lunedì 23 novembre 2020

Iva al 10% sugli ormeggi nel decreto Sblocca Italia

Sancito il concetto che la nautica da diporto è un'attività turistica

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Roma – Il governo inserisce nel decreto Sblocca Italia, una norma che equipara i “Marina Resort” alle strutture ricettive all’aria aperta. Nelle “strutture organizzate per la sosta e il pernottamento dei turisti all'interno delle proprie unità all’ormeggio” potrà essere applicata l’IVA ridotta al 10%, da sempre vigente per tutti gli altri segmenti del turismo. Per la nautica da diporto è un importante passo avanti verso il riconoscimento del turismo nautico.

La proposta di istituire i “Marina Resort” all’interno dei porti turistici quali specifiche porzioni di questi destinate al pernottamento dei turisti all'interno delle proprie unità, ha già trovato applicazione nei mesi scorsi in alcune regioni, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Ora, il suo inserimento all’interno del decreto Sblocca Italia apre finalmente una strada per l’applicazione dell’IVA turistica al 10%, per rendere più appetibile la sosta presso gli ormeggi al transito italiani.

Uno studio commissionato all’Osservatorio Nautico dimostra che il maggior gettito fiscale derivante dalla sosta delle barche nazionali e straniere nei nostri porti sarebbe, in un vicino futuro, fino a sei volte maggiore del costo dei minori introiti IVA determinati nell’immediato.

La norma approvata dal Governo, voluta dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi con la collaborazione del ministro con deleghe al Turismo Dario Franceschini, ha trovato posto in un provvedimento che giunge a fine stagione ed è valida per il solo 2014, in attesa di trovare con la Legge di Stabilità le risorse necessarie per renderla stabile, come tutto il comparto si augura in vista del prossimo Salone Nautico Internazionale di Genova.

La scadenza del finanziamento della norma al 30 dicembre, la svuota di ogni significato pratico per la prossima stagione, ma, in questo caso, non è importante tanto l’applicabilità immediata della norma, ma il concetto che questa sancisce.

“E’ comunque un importante punto fermo, che per la prima volta pone un principio fondamentale: la fine della sperequazione a danno delle strutture turistico nautiche – spiega il presidente di UCINA Confindustria Nautica, Massimo Perotti, che si è fortemente battuto per ottenere questo risultato. - Ora dobbiamo lavorare con il Parlamento, dove già l'onorevole De Micheli e la senatrice Fabbri si sono spese per sostenere questa causa, al fine di rendere il provvedimento definitivo."

Il turismo è una risorsa essenziale per l’economia del Paese, per questo vi si applica l’Iva ridotta al 10% per tutte le strutture ricettive, a prescindere dalla tipologia e dal livello dell’offerta. Finora accadeva con una sola eccezione: la sosta e il soggiorno dei diportisti a bordo delle imbarcazioni all’interno dei Marina.

Questa differenza di trattamento ha danneggiato fortemente l’incoming turistico nautico e, più in generale, le economie costiere. La nautica vanta infatti il più alto moltiplicatore del reddito e dell’occupazione di tutto il cluster marittimo (settori della pesca e crocieristico inclusi), ma soprattutto dalle analisi dell’Osservatorio Nautico Nazionale emerge che la spesa sul territorio di un turista nautico ammonta mediamente a poco meno del doppio di quella effettuata da un turista che utilizza strutture sul territorio.