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Programmi di gestione: pericolo pandemia

Con la crisi del settore charter provocata dalla pandemia alcuni tipi di programmi di gestione sono a rischio, vediamo quali

NSS
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Roma – La crisi generata dalla pandemia ha messo in forte difficoltà alcune società di charter, soprattutto quelle con importanti interessi ai Caraibi e molte barche in programmi di gestione.

La zona dei Caraibi, una volta considerata il paradiso del charter, oggi è una landa deserta con l’80% del calo del fatturato e diverse mete ferme a causa delle restrizioni determinate dalla pandemia da Coronavirus.

Ci sono isole dove per noleggiare una barca bisogna sottoporsi a una quarantena di 7 o 14 giorni in un albergo, altre invece dove per arrivare bisogna necessariamente passare per luoghi che impongono la quarantena, entrambe situazioni che, inevitabilmente, fermano ogni flusso turistico.

Le società che una volta trasferivano le barche, come per esempio quelle italiane che d’inverno portavano le imbarcazioni oltre oceano, ora le lasciano a casa e di conseguenza chi ha grandi basi a nord o sud dei Caraibi è in difficoltà.

Queste difficoltà portano un rallentamento nei pagamenti delle quote dei programmi di gestione agli armatori. Nel caso delle società che non intestano le barche all’armatore, ma le tengono intestate a loro sino a fine contratto, per fortuna sono molto poche, c’è sempre lo spettro del fallimento della società che provocherebbe la perdita del bene da parte dell’armatore.

I contratti di management, o come si chiamano in Italia i programmi di gestione, spiegati ampiamente nello speciale dedicato agli acquisti alternativi della barca, sono molto interessanti perché permettono di pagare la barca una cifra decisamente più bassa del normale, ma per poter dormire sonni tranquilli bisogna rispettare alcune regole.

SVN Solovelanet si è interessata più volte di questo problema e più volte abbiamo suggerito di diffidare dei programmi di gestione che propongono di mantenere la barca intestata alla società di charter, proprio perché in caso di fallimento si perderebbe tutto.

Quando la barca è intestata direttamente all’armatore, anche se la società di charter dovesse avere dei problemi, l’armatore sarà salvaguardato. Se questi vorrà, in qualsiasi momento potrà semplicemente rompere il contratto di gestione con la società di charter che gli ha venduto la barca, che di conseguenza non gli pagherà più la quota concordata, e sottoscrivere un contratto di management con un altra società la quale si impegnerà a versare all’armatore una certa cifra mensile in cambio della possibilità di gestire la barca per il noleggio.

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