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giovedì 7 luglio 2022
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Una spedizione studierà la vita intorno al relitto del Titanic

OceanGate Expeditions pronta a tornare sul relitto del Titanic per mappare la vita sottomarina intorno alla nave a 3800 metri di profondità

Dopo il successo della spedizione inaugurale al relitto nel 2021 documentata nel video proposto in apertura, OceanGate Expeditions ha in programma nuove missioni a grandi profondità per tornare a documentare ulteriormente il relitto del Titanic e il suo tasso di decadimento, ma non solo.

I resti della celebre nave, adagiati su un fondale di 3800 metri a circa 450 miglia a largo della Nuova Scozia, sono distribuiti su un ampia porzione di fondale per via del decadimento causato dall’azione del mare.

La prossima missione di OceanGate Expeditions, in programma nell’estate del 2022, sarà differente della prima: non ci sarà soltanto il monitoraggio e la mappatura dei resti della nave, ma anche un attento studio della vita che si è creata intorno al relitto.

Sembra che, nonostante la profondità abissale e la zona semi desertica dove si trova il Titanic, sul relitto e intorno ad esso si siano sviluppate diverse forme di vita. Non è un fenomeno inusuale, dato che ciò accade normalmente su ogni relitto, l’eccezionalità è che tutto ciò stia accadendo a 3800 metri di profondità, nell’oscurità più totale.

Nella spedizione che partirà la prossima estate ci sarà, a bordo della Horizon Arctic, la nave utilizzata da OceanGate, un team di scienziati e ricercatori con a capo il Professore Steve W. Ross, dell’Università della Carolina del Nord, specializzato nello studio della vita sottomarina con diverse ricerche effettuate a grandi profondità.

Il team dalla nave che farà da base si sposterà con il sommergibile Titan, un mezzo in grado di scendere oltre i 3000 metri di profondità portando con se cinque persone d’equipaggio.

L’obiettivo della missione è quello di schedare e documentare la flora e la fauna che abitano il sito del relitto per il confronto con i dati raccolti nelle spedizioni scientifiche precedenti, al fine di valutare i cambiamenti nell'habitat e nel patrimonio biologico del sito.

Disporre di un sottomarino in grado di portare dei ricercatori a bordo agevolerà questo processo, con l’osservazione diretta da parte dell’uomo che non sarà filtrata da una telecamera come avviene con i droni sottomarini.

Non sarà l’ultima missione di OceanGate sul relitto, il lavoro di mappatura del sito del Titanic proseguirà ancora in futuro.

© Riproduzione riservata

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