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Mare di Rio inquinato, 4 velisti si ammalano, Marchesini ci spiega la situazione

Forti le preoccupazioni per i nostri velisti a Rio per il Test Event, ma la FIV smorza i toni

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Alcuni media statunitensi lanciano un allarme sulla situazione della baia di Rio de Janeiro dove si sono radunati atleti della vela provenienti da tutto il mondo per un sessione di Test Event in vista delle olimpiadi di Rio del 2016, tra questi una ventina di italiani tra personale della FIV e atleti.

L’allarme parte dal ricovero in ospedale di 4 atleti di cui l’ultimo, un ragazzo sud coreano di vent’anni che mostrava forte disidratazione, vomito, febbre e altri sintomi compatibili con il contatto con acque biologicamente inquinate. Tutti gli atleti si sono ripresi e sono tornati ai loro allenamenti, ma i giornalisti americani con il supporto di alcune analisi pubblicate dalla Association press insistono sulla pericolosità di tenere gli allenamenti nella baia antistante la città brasiliana. Il problema delle acque della baia di Rio era stato sollevato sin dal momento in cui era stato chiaro che questa sarebbe stata la città ospite delle olimpiadi del 2016.

SolovelaNet ha fatto proprie queste preoccupazioni e per capire cosa stia realmente avvenendo a Rio ha contattato la Fiv e ha intervistato il direttore tecnico della Federazione Italiana di Vela, Michele Marchesini che è a Rio de Janeiro insieme ai nostri atleti e che spiega la situazione e cosa è stato fatto per proteggere gli atleti.

SVN – Qual'è la situazione sanitaria dei nostri atleti a Rio de Janeiro

M.M. - Al momento nessuno dei componenti della Squadra Italiana (atleti e staff) riscontra problemi di salute, così come avvenuto per le passate trasferte, eccetto un caso di leggera dissenteria lo scorso dicembre. Ad oggi le presenze/giornata del nostro Team a Rio negli ultimi 12 mesi superano le 800.

SVN – Il problema inquinamento comunque esiste, cosa state facendo in merito.

M.M. - Sulla base dei dati forniti sia dall’ISAF, che dal Comitato Organizzatore, che da altre fonti, abbiamo rivisto ed aggiornato le linee mediche guida e comportamentali cui si devono attenere i componenti della Squadra. Le istruzioni redatte dal nostro staff medico preventivamente alle trasferte a Rio sono molto scrupolose. L’ISAF ha emanato linee guida a sua volta.

SVN - Ritiene che il comitato organizzatore dei giochi sia cosciente del problema

M.M. - Il Comitato organizzatore e l’ISAF sono molto sensibili alla situazione. Entrambi hanno istituito commissioni mediche allo scopo di salvaguardare la salute degli atleti; al Marina Olimpico si tiene regolarmente un meeting sanitario per i team leader durante il quale sono resi noti i valori relativi agli ultimi test delle acque dei campi interni alla baia (per quelli in oceano il problema pare non sussistere).  Campioni delle acque sono prelevati e analizzati ogni tre giorni e la frequenza diviene quotidiana in caso di piogge perché l’effetto di lavamento della superficie asciutta può avere impatto importante.

SVN – Cosa dicono i test sui prelievi.

M.M. - I dati degli ultimi 12 mesi delle acque nella porzione di baia compresa tra il ponte e l’imboccatura indicano un livello di contaminazione da coliformi fecali inferiore ai limiti OMS, EU e USA per il contatto sia secondario che primario. Praticamente assenti eleuterococchi ed E. Coli.
La situazione pare in lento miglioramento, anche se a giorni l’odore è forte e le varie rassicurazioni, mi permetta il gioco di parole, ci rassicurano solo fino ad un certo punto. I dati ufficiali sono una cosa, avere a che fare con le acque, altra.

SVN – Quindi lei è preoccupato.

M.M - Noi teniamo il massimo grado di allerta: personalmente mi relaziono ogni giorno con tutti i componenti della squadra in merito alla situazione sanitaria, con la Commissione Medica ISAF ed i Biologi dell’Istituto Brasiliano, oltre ad uscire in mare per controllare personalmente.

SVN – Cosa accade se i test diventano positivi e la situazione si fa più seria.

M.M. – E’ stato stabilito che in caso di superamento dei limiti di sicurezza, anche solo per contatto secondario, le regate saranno spostate sui campi che si trovano fuori della baia - un terzo campo, denominato Pai è stato aggiunto quest’anno per questa evenienza ai due Copacabana e Niteroi - al limite sarà sacrificata in parte la visibilità delle regate da terra, che mi pare il male minore di fronte alla salute dei ragazzi.

SVN – E’ a conoscenza della campagna stampa di alcuni media statunitensi che asseriscono che la baia è pericolosa.

M.M. - Siamo a conoscenza della pressante campagna operata da alcuni media statunitensi, purtroppo i dati che questi forniscono relativamente non paiono propriamente geo-localizzati e dunque utili per valutare lo stato effettivo delle acque che a noi interessano. La baia è grandissima e le regate si svolgono in una porzione di essa.