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domenica 29 novembre 2020

Il caldo uccide vongole e pesci, ma c’è chi dice che non è vero

Diatriba tra Coldiretti e esperti di itticoltura sul calo della pesca delle vongole

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I pescatori e la Coldiretti Impresapesca denunciano un calo del pescato, vongole, cozze, orate, cefali e saraghi del 40%, calo dovuto al gran caldo che ha fatto salire la temperatura dell’acqua anche sino a 35°.

Il fenomeno, dice la Coldiretti Impresapesca, è particolarmente evidente in Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia sull’Adriatico e in Toscana sul Tirreno.

Il caldo fa proliferare le alghe che levano ossigeno ai pesci e ai crostacei facendoli morire.

Il calo del pescato sta mettendo in difficoltà molte aziende e per questo è stato chiesto lo stato di calamità naturale.

Sulle vongole, però non tutti i pareri sono concordi. Molti esperti, ad esempio, accusano la flotta peschereccia dell'Adriatico di sfruttare in maniera troppo intensiva i fondali, passandoli con vere e proprie "setacciature" che non lasciano poi alcuna forma vita, impedendo così la corretta riproduzione dei bivalvi.