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L’ancora speda: cosa fare quando la barca spiaggia o va a scogli

In queste settimane estive si registrano molti incidenti dovuti a cattivi ancoraggi. Barche che spedano e vengono o vanno a scogli o sono spinte verso il mare dal vento. Cosa fare se l’ancora speda quando si è a terra

data pubblicazione
29 ago 2021
Autore
La redazione
L’ancora speda: cosa fare quando la barca spiaggia o va a scogli
La barca nella foto ha spedato e lo skipper della barca alla quele è legata, l'ha recuperata prima che andasse a scogli.


Isola d’Elba - Quest’anno il numero di barche spiaggiate o finite a scogli o che hanno vagato in mare per giorni in seguito allo spedamento dell’ancora mentre il loro equipaggio era a terra, sono state particolarmente numerose.

La barca che speda è un incidente classico che capita solitamente allo skipper poco esperto. Si arriva in rada, si da ancora, si fila un po’ di catena senza calcolare il giusto rapporto con il fondale, non si fa stendere la catena, non si fa una prova di tenuta, ma ala fine si è convinti di aver fatto un ancoraggio. In un primo momento l’ancora sembra tenere, ma come si alza un po’ di vento si scopre che non è così. Se lo skipper è a bordo, se ne accorge e rifà la manovra, ma se, come spesso accade, scende a terra con gli amici per andare a cena al ristorante, la sorpresa che può trovare quando torna alla barca la sera potrebbe non essere piacevole.

L’ancora può spedare per diverse ragioni, il vento è troppo forte e l’ancora non tiene il tiro (difficile ma accade, a meno che non si abbia un’ancora dinamica). Il vento gira in modo repentino di oltre 90° gradi, alcune ancore non reggono e escono dalla sabbia (anche in questo caso l’ancora dinamica evita il problema) oppure, semplicemente, l’ancora non ha mai fatto testa, non si è mai aggrappate al fondale. Un’ ancora non aggrappa perché è male equilibrata, o perché lo skipper non ha fatto un buon ancoraggio. Questo ultimo è il caso dello skipper poco attento o alle prime armi. Lo spedamento che, bene inteso è un incidente che può capitare a tutti, se avviene con lo skipper a bordo si risolve, nella maggior parte dei casi, in un faticosa ripetizione della manovra di ancoraggio. Nel caso invece, in cui lo skipper sia sceso a terra con gli amici, le conseguenze come abbiamo visto possono essere gravi, ma se accade, cosa può succedere?
A) Se si è fortunati la barca che ha perso l’ancora viene recuperata dal vicino di rada che la lega alla sua. Nella fotografia in testa all’articolo, lo skipper di una barca in Grecia, ha recuperato la barca del vicino sloveno sceso a terra per cena.
B) Se si è sfortunati, il vento tira da terra, come dovrebbe accadere se abbiamo scelto la rada giusta e la barca che speda si allontana in mare. Ritrovarla non è semplice come si potrebbe credere: in due ore una barca spinta dal vento può fare diverse miglia e tra che lo skipper si accorge di quello che è accaduto e il tempo necessario per organizzare il recupero, possono passare molte ore, il vento può girare leggermente e a quel punto ritrovare la barca sarà un operazione lunga e difficile.
C) Se abbiamo scelto la rada sbagliata, o il vento ha girato e si è messo a spirare da mare, la barca che speda andrà, a seconda della morfologia della costa, a rovinare contro le rocce o sulla spiaggia.

Cosa succede quando si spiaggia


Generalmente lo spiaggiamento o la barca a scogli significa passare buona parte della notte con la Guardia Costiera che oltre a notificare una multa di qualche migliaio di euro al comandante per aver abbandonato la barca in rada (è vietato), diffiderà l’armatore a rimuovere molto rapidamente la barca dalla spiaggia prima che possa fare danni all’ambiente. Finito con la Guardia Costiera, rimarrà il problema di dove dormire perché in barca non sarà possibile farlo. Una barca spiaggiata è inclinata di oltre 30° e conil movimento delle onde continua a sbattere, ancora peggio se questa è a scogli.

Il giorno dopo bisognerà parlare con l’assicurazione. Attenzione! E’ importante avvertire sempre l’assicurazione prima di fare qualsiasi cosa, altrimenti si rischia che questa non paghi. Infine, a meno che la barca non sia molto piccola e si riesca a spingerla al largo a mano cosa che, nel caso si potrà fare la notte stessa, bisognerà trovare una ditta che aiuti a riportare in acque profonde la barca, sempre che questa, nel frattempo, non abbia subito gravi danni. Spesso in questo ricerca può aiutare l’assicurazione indicando la ditta da chiamare.

I danni


Molto spesso, fortunatamente, l’incidente si risolve con una notte in bianco, altre volte, invece, si possono avere dei danni seri.

Tra questi, in caso di spiaggiamento e il mare non piatto, c’è la rottura del bulbo. Il bulbo deve sostenere il peso dello scafo che viene mosso dalle onde poggiando a terra solo con il piede, se non si è veloci a liberare la barca, a lungo andare, il movimento può spezzare il bulbo. Altro problema è la barca che, sempre spinta dalle onde, continua a battere sugli scogli. In un tempo relativamente breve, questi possono creare una falla sulla barca che, a seconda della sua collocazione, potrebbe impedire a questa, di tornare a galleggiare.
Nel caso della barca che si perde in mare, se si è sfortunati la si ritrova saccheggiata. Ci sono stati casi in cui ci ha trovato la barca ha deciso di non segnalare il ritrovamento ma di saccheggiarla. Il saccheggio può avvenire anche con la barca spiaggiata o a scogli. Quest’estate (estate 2021) un superyacht andato a scogli alle Eolie è stato saccheggiato già la prima notte.

Barca noleggiata


In una grande parte dei casi, le barche che spedano sono barche a noleggio.

Nel caso di una barca noleggiata, bisogna essere coscienti che si possono fare dei danni molto gravi alla società di charter, se la barca non può riprendere il mare, la società dovrà annullare all’ultimo minuto tutti i noli successivi, creando gravi disagi a decine di persone. Questo da un punto di vista etico dovrebbe indurre lo skipper a fare di tutto per evitare ulteriori danni. Dal punto di vista legale, la società di charter potrà rifarsi solo sulla cauzione. Logicamente, se l’incidente non permette di proseguire la vacanza, la società di charter non sarà tenuta in nessun modo a sostituire la barca danneggiata o restituire la quota del nolo delle giornate non godute. Viene da se che si perderà l’intera cauzione.

L’assicurazione


Se la barca ha una assicurazione casco, il proprietario risponderà solo per quanto riguarda la franchigia di questa, tutte le altre spese, le operazioni per riportare in galleggiamento e trainare in porto la barca se necessario, e quelle per le riparazioni, saranno sostenute dall’assicurazione se si saranno fatti i passi giusti perché questo accada.

Nel video qui sotto della rubrica "L'assicuratore in banchina", un liquidatore della Pantenius spiega quali sono i passi giusti per garantirsi che l’assicurazione paghi.





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