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Credito di imposta per la pubblicità su decreto Cura Italia

Il decreto Cura Italia ha modificato il credito d’imposta per la pubblicità in senso migliorativo, ma solo per l’anno 2020

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Roma – Il credito d’imposta di cui le aziende hanno potuto usufruire negli ultimi tre anni per l’acquisto di pubblicità ha subito delle modifiche con il decreto Cura Italia.

Il primo punto riguarda le date in cui si può presentare la domanda per accedere al credito d’imposta che passano dal 1 – 30 marzo, al 1 – 30 settembre.

Il secondo punto è il cambiamento dello stesso credito d’imposta. Questo sino al 2019 si poteva chiedere per un importo pari al 75% dell’incremento di spesa pubblicitaria, ovvero se l’anno precedente si erano spesi 10.000 euro e quest’anno si spendevano 12.000 in pubblicità, si poteva chiedere un credito d’imposta pari al 75% dei 2.000 euro di differenza, mentre quest’anno si potrà chiedere il 30% dell’intero importo speso.

L’unica condizione è che ci sia un incremento di spesa pari all’1% sull’anno precedente. Ovvero se l’anno scorso si sono spesi 10.000 euro e quest’anno si spendono 10.010euro, si potrà richiedere un credito d’imposta per 3.000 euro, ovvero il 30% del totale della spesa.

Il credito d’imposta è stato finanziato con 27,5 milioni di euro come già accaduto l’anno scorso.

La pubblicità per godere del credito d’imposta dovrà essere acquistata su testate digitali o cartacee iscritte al tribunale e dotate di un direttore responsabile.

Sono esclusi dal credito d’imposta i motori di ricerca, i social e tutti i mezzi non riconosciuti quali mezzi d’informazione.

Dipartimento per l'informazione e l'editoria