
El Niño, il fenomeno climatico legato al riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale, si sta rinforzando e la sua influenza sul sistema meteorologico mondiale è destinata a farsi sentire di più di quello che accade solitamente. A farne le spese, molto probabilmente, saranno anche i velisti che si accingono in autunno ad attraversare l’Atlantico con destinazione Caraibi.
Le ultime previsioni della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) statunitense indicano infatti che El Niño dovrebbe intensificarsi ulteriormente nella parte finale del 2026 e persistere almeno fino all’inizio della primavera del 2027.
Il periodo coincide con i mesi nei quali parte dalle Canarie buona parte delle barche europee dirette verso i Caraibi. Quest’anno l’ARC+ lascerà Las Palmas l’8 novembre, mentre l’Atlantic Rally for Cruisers partirà il 22 novembre con destinazione Saint Lucia.
Meno uragani nell’Atlantico
Uno degli effetti più conosciuti di El Niño riguarda proprio l’Atlantico settentrionale. La NOAA ha aggiornato il 6 agosto le proprie previsioni per la stagione degli uragani atlantici 2026, portando al 75 per cento la probabilità che l’attività sia inferiore alla media.
L’agenzia americana prevede complessivamente da 7 a 13 tempeste tropicali con nome, delle quali tra 2 e 6 potrebbero trasformarsi in uragani e al massimo due raggiungere la categoria degli uragani maggiori.
La media del periodo 1991-2020 è di 14 tempeste con nome, sette uragani e tre uragani maggiori. Il 2026 dovrebbe quindi essere una stagione meno attiva della media.
Il motivo è legato proprio a El Niño. Durante questi eventi aumenta generalmente il cosiddetto wind shear verticale sull’Atlantico tropicale, cioè la differenza di direzione e intensità del vento alle diverse quote dell’atmosfera. Questa situazione ostacola l’organizzazione e lo sviluppo dei cicloni tropicali e rende più difficile il loro rafforzamento.
Per chi prepara una traversata atlantica potrebbe sembrare una buona notizia. In parte lo è, ma una stagione meno attiva non significa assenza di cicloni e soprattutto non permette di prevedere dove passeranno quelli che eventualmente si formeranno.
Le previsioni stagionali indicano infatti il livello complessivo di attività sull’Atlantico, non il rischio preciso per una determinata area o per una specifica rotta.
El Niño potrebbe essere molto intenso
L’aspetto che rende particolare il 2026 è l’intensità prevista del fenomeno. Secondo il Climate Prediction Center della NOAA, esiste attualmente una probabilità dell’81 per cento che El Niño raggiunga tra ottobre e dicembre una categoria definita “very strong”.
Se la previsione verrà confermata, l’evento potrebbe collocarsi tra i più intensi registrati dal 1950. Sono esattamente i mesi nei quali si concentra la stagione delle traversate dall’Europa verso i Caraibi.
L’effetto pratico per un equipaggio non sarà però semplicemente quello di trovare meno perturbazioni. El Niño modifica la circolazione atmosferica su grande scala e può quindi influenzare la disposizione dei sistemi di alta e bassa pressione e la regolarità dei venti.
Per una barca che attraversa l’Atlantico da est verso ovest il fattore decisivo rimane la posizione dell’anticiclone delle Azzorre e, di conseguenza, la possibilità di trovare gli alisei di nord-est sufficientemente stabili lungo la rotta verso i Caraibi.
Una minore attività degli uragani rappresenta quindi un elemento favorevole, ma non garantisce necessariamente una traversata più veloce o con vento più regolare.
Le partenze di novembre saranno da osservare
Le prime indicazioni concrete arriveranno in autunno. L’ARC+ partirà da Las Palmas l’8 novembre facendo scalo a Capo Verde prima di dirigersi verso Grenada, mentre l’ARC lascerà direttamente Gran Canaria per Saint Lucia il 22 novembre.
Saranno traversate particolarmente interessanti dal punto di vista meteorologico perché coincideranno con il periodo nel quale El Niño dovrebbe raggiungere la sua massima intensità.
Per i velisti, però, le previsioni stagionali hanno soprattutto un valore di scenario. La scelta della data di partenza e della rotta dovrà continuare a essere fatta sulla base delle condizioni meteorologiche effettive nei giorni immediatamente precedenti alla traversata e dell’evoluzione dei sistemi presenti sull’Atlantico.
El Niño può modificare il quadro generale del prossimo autunno, ma non cambia una delle regole fondamentali della navigazione oceanica: le previsioni climatiche descrivono una stagione, mentre una traversata si decide sulla meteorologia dei singoli giorni.
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