
La tempesta tropicale Gonzalo si è allontanata dalla flotta della Golden Globe Race, ma per diversi skipper la parte più difficile potrebbe non essere finita con il calo del vento. Dopo giorni trascorsi a preparare le barche, ridurre tela e cercare di rimanere fuori dalla zona più pericolosa della depressione, iniziano infatti a emergere i racconti di quello che è realmente accaduto a bordo.
Uno dei più significativi è quello dell’americano Gunnar Christensen, impegnato nel giro del mondo sul cutter Hans Christian 34 Pompoen. Christensen era stato indicato dalla direzione di regata tra gli skipper maggiormente esposti al passaggio di Gonzalo e, terminata la fase peggiore, ha raccontato di avere incontrato venti intorno ai 50 nodi e onde di circa cinque metri. Durante la burrasca ha inoltre perso parte del materiale sistemato a poppa.
Ma probabilmente il dato che racconta meglio quello che significa affrontare una situazione del genere in solitario è un altro. Per quasi due giorni Christensen è stato costretto a navigare praticamente nella direzione opposta rispetto a quella che avrebbe voluto seguire. I continui cambiamenti del vento lo avevano portato fino a procedere circa 180 gradi rispetto alla rotta prevista.
Per chi segue una regata attraverso il tracker può sembrare semplicemente una traccia anomala sulla carta. A bordo significa invece accettare di perdere miglia e giorni di navigazione per mettere la barca nelle condizioni più sicure possibili, mentre vento e mare impongono le decisioni.
Dopo la burrasca comincia una seconda fase
Quando il tempo migliora comincia poi una seconda fase della burrasca, molto meno spettacolare ma altrettanto importante.
Bisogna verificare la barca, capire quali attrezzature siano state danneggiate o perse, controllare sartie, vele, timone e sistemi di governo, riordinare l’interno e soprattutto recuperare energie dopo molte ore nelle quali dormire può essere praticamente impossibile.
Christensen, durante il collegamento con la Golden Globe Race, appariva ancora profondamente provato dall’esperienza. Il fondatore della regata Don McIntyre ha descritto il suo racconto come una testimonianza particolarmente diretta delle conseguenze emotive di una situazione di questo tipo.
Alle 08:00 UTC del 28 settembre il vento era ormai diminuito e Pompoen aveva ricominciato a dirigersi verso est, ma avanzava ad appena 2,6 nodi. Terminata la lotta per superare la tempesta, iniziava così quella più lenta per ritrovare la rotta e recuperare le miglia perdute.
Gli altri skipper dopo il passaggio di Gonzalo
Non è stato l’unico skipper a fare i conti con le conseguenze di Gonzalo. Isa Rosli, su Olleanna, dopo il passaggio della depressione ha parlato di numerose lezioni imparate in vista dell’Oceano Meridionale e di alcuni interventi da eseguire sulla barca. Matt Woodside, su Tipi Haere, durante la fase più intensa aveva invece messo la barca alla cappa con oltre 30 nodi di vento per riuscire anche a riposare.
Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti della Golden Globe Race. Su queste barche, prive degli strumenti e delle comunicazioni normalmente disponibili sui moderni ocean racer, affrontare una burrasca non significa solamente superare il momento nel quale vento e onde raggiungono la massima intensità.
La vera gestione del maltempo comincia prima, quando bisogna decidere dove andare e come preparare la barca, continua durante la tempesta e termina molte ore dopo, quando lo skipper deve valutare i danni, recuperare il sonno, rimettere ordine a bordo e soprattutto ritrovare la concentrazione necessaria per continuare.
Davanti c’è ancora l’Oceano Meridionale
Nel caso della Golden Globe Race c’è poi un elemento ulteriore. Gonzalo è arrivata quando la flotta si trova ancora nella prima parte di una circumnavigazione che durerà molti mesi. Gli skipper devono quindi riparare ciò che possono e recuperare fisicamente e mentalmente sapendo che davanti hanno ancora l’Atlantico meridionale, il Capo di Buona Speranza e soprattutto migliaia di miglia negli Oceani Indiano e Pacifico.
Per molti di loro Gonzalo potrebbe essere stata soltanto la prima vera prova di quello che li aspetta.
```© Riproduzione riservata





















