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I favoriti per la vittoria del Vendée Globe

Chi sono i favoriti per la vittoria del Vendée Globe? Giancarlo Pedote è un possibile outsider, Thomson e Beyou i due “attori” principali, ma il giro del mondo è una regata che spesso fa saltare i pronostici

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Manca ormai pochissimo alla partenza del Vendée Globe, fissata per il prossimo 8 novembre, con 30 skipper in partenza. Per quanto in questa regata non conti solo il risultato finale, che per altro è influenzato da molti fattori, l’attenzione mediatica e del pubblico ben presto si concentrerà sulla lotta al vertice della flotta che si delineerà fin dai primi bordi nel golfo di Biscaglia.

Chi sono quindi i favoriti di quest’edizione 2020 del Vendée Globe? Che ruolo può avere l’Italiano Giancarlo Pedote sulla sua Prysmian Ocean Racing?

Partiamo proprio dallo skipper toscano. Pedote corre su una barca di penultima generazione, uno dei primi Imoca 60 attrezzati con i foil. Per sua scelta, e anche a causa delle limitazioni del suo budget, Prysmian si presenta più o meno come nella sua prima versione, quando concluse egregiamente il Vendée Globe con Jean Pierre Dick in quarta posizione, vincendo poco dopo la Transat Jacques Vabre.

Una barca quindi performante ed affidabile, ma attrezzata con foil di prima generazione. In 4 anni di sviluppo le appendici hanno cambiato forma e dimensioni e gli Imoca che monteranno quelle di ultima generazione, in certe condizioni, avranno un passo anche di 4-5 nodi più veloce.

Pedote quindi, almeno dal punto di vista della barca, non parte tra i favoriti ma in Francia è già considerato un possibile outsider. La tempra del toscano e le sue capacità tecniche non sono in discussione e in una regata come il Vendée non conta solo la velocità ma anche portare la barca al traguardo e non mollare mai. Questo Vendée è per lui anche un banco di prova per fare esperienza nella classe Imoca in vista di possibili progetti futuri.

Per quanto riguarda quelli che sono sulla carta i pretendenti alla vittoria finale occorre partire da almeno sei nomi: Alex Thomson, Jeremie Beyou, Armel Tripon, Charlie Dalin, Thomas Ruyant, Sebastien Simon.

Questi sei skipper partono tutti con barche di ultimissima generazione, ma non possiamo collocarli tutti nella stessa previsione.

I due favoriti assoluti sono Alex Thomson e Jeremie Beyou, per diversi motivi. Il britannico naviga su una barca che è considerata da molti rivoluzionaria nel design della coperta e dei foil, forse il più estremo degli Imoca 60 in circolazione.

Già con la precedente Hugo Boss Thomson aveva dimostrato di essere un passo avanti agli altri nello sviluppo del design, la nuova barca è un’evoluzione della precedente e in molti scommettono su di lui per la vittoria finale.

Foil enormi, coperta aerodinamica, protezione totale del pozzetto sono solo alcuni degli elementi che rendono Hugo Boss la barca più temibile della flotta.

Insieme a Thomson non possiamo non citare Jeremie Beyou. Il francese non ha certo il carattere del britannico, è meno “personaggio”, ma è alla terza partecipazione al Vendée Globe e la sua Charal se non è rivoluzionaria come Hugo Boss poco ci manca.

Beyou inoltre ha dalla sua parte anche un altro fattore: il tempo. È stato il primo a varare la nuova barca ed è lo skipper con più miglia alle spalle in questo avvicinamento al Vendée Globe. Il tempo in progetti simili è qualcosa che non si può comprare né progettare.

Sulla carta Beyou, pur non avendo l’appeal mediatico del suo principale rivale, teoricamente, va considerato come il favorito assoluto.

Gli altri quattro skipper con Imoca di nuova generazione partono tutti un passo indietro avendo avuto decisamente meno tempo per navigare e non avendo la stessa esperienza dei primi due.

Pronostici a parte, il Vendée Globe è spesso una partita che fa saltare tutta la teoria. Tra oggetti galleggianti che rappresentano un pericolo costante di collisioni devastanti, barche complesse, skipper che possono avere crisi psicologiche durante la regata, a volte le previsioni vengono stravolte.

Di sicuro la regata delle regate sarà una sfida tutta da seguire.


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