martedì 16 agosto 2022
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Il video sottomarino delle orche intorno al timone

Il Class 40 Milai con a bordo l’italiano Andrea Fantini in navigazione incontra le orche che forse per gioco gli tranciano di netto la pala di un timone

Non c’è pace per le barche a vela che transitano in Atlantico lungo le coste spagnole, le orche infatti continuano a dare grossi problemi e ormai nei porti che si trovano da Gibilterra al nord della Spagna si contano decine e decine di barche danneggiate.

Giorni fa vi avevamo raccontato delle orche che hanno attaccano la barca del Team Malingri, ma evidentemente in questo periodo questi giganti dei mari sono particolarmente in attività.

Arriva infatti un’altra testimonianza eccezionale, questa volta da una barca da regata. Stiamo parlando del Class 40 Milai, su cui si trovava la francese Estelle Greck, l’italiano Andrea Fantini, e i giapponesi Koji Nakagawa et Masa Suzuki.

La barca stava partecipando al prologo della regata Globe 40 da Lorient a Tangeri. Quando l’equipaggio era in approccio a Gibilterra è iniziato l’avvicinamento delle Orche, questa volta filmato da un video sottomarino oltre che da un video da bordo che vi abbiamo proposto in apertura.

Nelle immagini subacquee si notano numerosi esemplari di orca, 3 o 4 almeno, ma potrebbero essere di più, estremamente incuriositi dalla barca a vela e in particolare dai suoi timoni.

L’esito della curiosità delle orche purtroppo è stato quello che tutti possiamo immaginare, ovvero dei danni rilevanti alla barca. Una delle due pale del timone è stata tranciata di netto, a metà, ma nonostante tutto il Class 40 è riuscito a completare la regata in sicurezza, vincendo anche la tappa.

Le teorie su come gestire questi attacchi sono ormai diverse ma nessuna appare essere risolutiva: dal fermare la barca a fare dei rumori metallici per spaventarle, ma in realtà neanche i biologi marini che le studiano hanno una soluzione valida.

Sembra comunque che più la barca si muova e cambi traiettoria per evitarle più le orche si eccitano e si incuriosiscono, non si tratterebbe di un’attività di caccia ma una sorta di gioco, pericolosissimo per le barche a vela.

Anche in questo caso tutto è finito bene, ma dalle notizie che giungono dai porti atlantici si fa ormai fatica a tenere il conto di quanti episodi simili siano capitati nell’ultimo periodo.

© Riproduzione riservata

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