lunedì 2 novembre 2026
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Route du Rhum, 115 barche partite: gli Ultim sfiorano i 40 nodi

Partita la Route du Rhum 2026 con 115 skipper. Gli Ultim superano i 30 nodi, mentre una situazione meteo insolita spinge la flotta verso nord.

Route du Rhum, 115 barche partite: gli Ultim sfiorano i 40 nodi
Route du Rhum, 115 barche partite: gli Ultim sfiorano i 40 nodi
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La tredicesima edizione della Route du Rhum – Destination Guadeloupe è partita domenica 1° novembre 2026 alle 13:02 da Saint-Malo, in Bretagna. Sono 115 gli skipper che hanno preso il via alla celebre transatlantica in solitario, diretti a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa, dopo un percorso teorico di 3.542 miglia nautiche.

La flotta è suddivisa in sei classi: Ultim, Ocean Fifty, IMOCA, Class40, Rhum Multi e Rhum Mono. Imbarcazioni molto diverse per dimensioni, caratteristiche e prestazioni, accomunate dalla necessità di affrontare l'Atlantico senza equipaggio e senza assistenza diretta durante la navigazione.

Il via è stato dato in condizioni meteorologiche insolitamente favorevoli per una regata che parte dalla Bretagna nel mese di novembre. Sole, mare poco agitato e vento da nord-est tra 8 e 11 nodi hanno accompagnato le prime miglia. Una situazione ben diversa dalle partenze caratterizzate da forti depressioni e mare formato.

Gli Ultim superano i 30 nodi già nella prima notte

I protagonisti delle prime ore sono stati gli otto trimarani della classe Ultim, multiscafi lunghi circa 32 metri progettati per raggiungere velocità elevatissime anche nelle traversate oceaniche.

Dopo un avvio relativamente tranquillo, il vento si è progressivamente rinforzato e i trimarani hanno cominciato ad accelerare. Nella prima notte diversi Ultim hanno superato i 30 nodi, con punte vicine ai 40 nodi.

A guidare il gruppo è stato Tom Laperche, a bordo di SVR-Lazartigue, seguito da Armel Le Cléac'h su Maxi Banque Populaire XI e Thomas Coville su Sodebo Ultim 3. Al rilevamento delle 13:00 di lunedì 2 novembre, Laperche conservava la prima posizione con circa 19 miglia di vantaggio su Le Cléac'h.

Queste velocità sono possibili grazie a strutture estremamente leggere, grandi superfici veliche e foil che, quando le condizioni lo consentono, sollevano parte dello scafo dall'acqua riducendone la resistenza.

Navigare a oltre 30 nodi in solitario rappresenta però una sfida particolarmente impegnativa. Il pilota automatico deve mantenere la rotta con grande precisione, mentre lo skipper deve controllare continuamente l'assetto, la regolazione delle vele e i carichi sulle strutture. A queste velocità anche una piccola avaria può avere conseguenze importanti.

Una Route du Rhum insolita: la flotta sceglie il nord

L'aspetto più interessante di questa edizione riguarda la situazione meteorologica sull'Atlantico settentrionale.

Tradizionalmente, dopo aver lasciato la Bretagna, molti concorrenti cercano di guadagnare latitudine verso sud per intercettare gli alisei, i venti orientali relativamente costanti che favoriscono la traversata verso i Caraibi.

Quest'anno, invece, la disposizione dei sistemi di alta e bassa pressione rende meno conveniente la classica rotta meridionale.

Un potente anticiclone posizionato a nord delle Isole Britanniche e una circolazione atmosferica poco favorevole alle basse latitudini stanno orientando le scelte dei navigatori verso traiettorie più settentrionali, con passaggio previsto a nord delle Azzorre.

Questa soluzione può consentire di sfruttare venti sostenuti per procedere rapidamente verso ovest, ma espone anche a condizioni meteorologiche più variabili e alla possibilità di incontrare depressioni atlantiche.

La difficoltà sarà individuare il momento giusto per piegare verso sud e raggiungere la Guadalupa. Una scelta anticipata potrebbe portare i concorrenti in zone di vento debole; una troppo tardiva rischierebbe di allungare sensibilmente il percorso.

Prime avarie dopo una partenza velocissima

Le prime ventiquattro ore hanno già mostrato quanto questa regata possa essere impegnativa.

Anthony Marchand, a bordo di Actual Ultim 4, ha dovuto rallentare sensibilmente a causa di un problema al timone centrale. Lo skipper è in sicurezza, mentre il suo team sta valutando come proseguire.

Poco dopo il via si è inoltre verificata una collisione tra l'IMOCA Initiatives-Cœur di Violette Dorange e il trimarano Use It Again di Romain Pilliard. Entrambe le imbarcazioni hanno riportato danni e sono state costrette a raggiungere Roscoff. I due navigatori sono rimasti illesi.

Anche tra i Class40 si registrano problemi, tra cui il disalberamento di Quentin Le Nabour.

La Route du Rhum 2026 è quindi iniziata con velocità molto elevate, ma anche con le prime difficoltà tecniche. Nei prossimi giorni la capacità di interpretare l'evoluzione meteorologica e preservare le barche potrebbe rivelarsi determinante quanto la velocità pura.

© Riproduzione riservata

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