venerdì 30 ottobre 2026
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Route du Rhum: otto trimarani volanti di 32 metri con un solo uomo a bordo

La Route du Rhum 2026 porta in Atlantico otto trimarani Ultim di 32 metri. Come funzionano i foil e perché governare queste barche da soli è così difficile.

Route du Rhum: otto trimarani volanti di 32 metri con un solo uomo a bordo
Route du Rhum: otto trimarani volanti di 32 metri con un solo uomo a bordo
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Domenica 1° novembre, alle 13:02, otto giganteschi trimarani della classe Ultim prenderanno il via da Saint-Malo, in Francia, per affrontare in solitario l'Atlantico e raggiungere Pointe-à-Pitre, in Guadalupa. Saranno le imbarcazioni più grandi e veloci della Route du Rhum 2026, una regata che si disputa ogni quattro anni e che rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della vela oceanica.

Lunghi circa 32 metri e larghi fino a 23, questi trimarani sono capaci di superare i 40 nodi di velocità, equivalenti a oltre 74 chilometri orari. Prestazioni rese possibili da strutture estremamente leggere, enormi superfici veliche e sofisticati foil che permettono alle barche di sollevarsi parzialmente o quasi completamente dall'acqua, riducendo la resistenza all'avanzamento.

Ma la caratteristica più sorprendente degli Ultim non è soltanto la velocità. È il fatto che queste imbarcazioni vengano governate da un solo navigatore, che deve occuparsi della conduzione, delle manovre, della navigazione e della sicurezza, spesso in condizioni meteorologiche difficili.

Tra i protagonisti più attesi figura Charles Caudrelier, vincitore dell'edizione 2022, quando completò la traversata in 6 giorni, 19 ore, 47 minuti e 25 secondi, stabilendo il record della regata. Quest'anno tornerà al via con il nuovo Gitana 18, un trimarano di ultima generazione progettato per sfruttare ulteriormente le possibilità offerte dalla navigazione sui foil.

A sfidarlo ci saranno alcuni dei nomi più conosciuti della vela oceanica francese, tra cui Thomas Coville con Sodebo Ultim 3, Armel Le Cléac'h con Banque Populaire XI, Tom Laperche con SVR-Lazartigue e Anthony Marchand con Actual Ultim 4.

Come funzionano gli Ultim: trimarani capaci di volare sull'acqua

La classe Ultim rappresenta una delle espressioni più avanzate della progettazione nautica da regata. Le barche hanno uno scafo centrale molto lungo e sottile, collegato a due galleggianti laterali mediante grandi strutture trasversali in materiali compositi.

La larghezza eccezionale consente di sviluppare un elevato momento raddrizzante, permettendo di utilizzare superfici veliche molto importanti senza ricorrere alla pesante zavorra di un monoscafo.

La vera rivoluzione tecnologica è però rappresentata dai foil, appendici immerse che, quando la barca raggiunge una determinata velocità, generano una forza di portanza verso l'alto.

In pratica funzionano secondo un principio simile a quello delle ali di un aeroplano, ma si muovono nell'acqua anziché nell'aria. Aumentando la velocità, la portanza cresce e una parte sempre maggiore del peso dell'imbarcazione viene sostenuta dalle appendici.

Quando le condizioni sono favorevoli, lo scafo centrale può sollevarsi completamente dall'acqua e la superficie bagnata diminuisce drasticamente. Il trimarano riesce così a raggiungere velocità difficilmente immaginabili per una barca a vela tradizionale.

Il sistema non è composto soltanto dai foil laterali. Anche i timoni possono essere dotati di piani portanti, fondamentali per controllare l'assetto longitudinale della barca e impedire che la prua salga o scenda eccessivamente.

Il risultato è un'imbarcazione che, alle velocità più elevate, naviga sostenuta da pochi punti di contatto con l'acqua. Una configurazione estremamente efficiente, ma anche molto delicata da controllare.

Perché governare un Ultim in solitario è così difficile

A bordo di un Ultim il problema principale non è soltanto produrre velocità, ma riuscire a gestirla.

Quando un trimarano procede a 35 o 40 nodi, qualsiasi cambiamento del vento, dell'onda o dell'assetto può produrre conseguenze immediate. Una raffica improvvisa può aumentare rapidamente la pressione sulle vele, mentre l'impatto di un foil o di un galleggiante contro un'onda può generare sollecitazioni enormi.

Il navigatore deve trovare continuamente un compromesso tra prestazioni e sicurezza. Una regolazione che consente di guadagnare qualche nodo può diventare troppo aggressiva pochi minuti dopo, quando cambiano le condizioni del mare.

Anche le manovre sono particolarmente impegnative. Le vele hanno dimensioni enormi e, nonostante la presenza di sistemi idraulici ed elettrici di assistenza consentiti dal regolamento, richiedono una gestione molto attenta.

Un'altra difficoltà è rappresentata dal tempo di reazione. A 40 nodi la barca percorre oltre 20 metri al secondo. Significa che, durante un intervallo di appena cinque secondi, può avanzare per più di 100 metri.

Un oggetto galleggiante individuato troppo tardi, un cambiamento improvviso della direzione del vento o una regolazione sbagliata possono quindi trasformarsi rapidamente in una situazione critica.

C'è poi il problema del riposo. Durante una traversata che può durare meno di una settimana, lo skipper deve alternare brevi periodi di sonno al controllo della rotta, del traffico e delle condizioni meteorologiche.

I piloti automatici di ultima generazione sono indispensabili perché permettono di mantenere una rotta o un angolo rispetto al vento anche durante il riposo del navigatore. Tuttavia non eliminano la necessità di sorvegliare l'imbarcazione e adattare le regolazioni alle condizioni.

La difficoltà maggiore consiste proprio nel mantenere velocità elevate per giorni, evitando di chiedere alla barca più di quanto la struttura, i foil e le condizioni del mare possano sopportare.

Gitana 18, la nuova sfida di Charles Caudrelier

Una delle novità più interessanti della Route du Rhum 2026 sarà il debutto in regata di Gitana 18, conosciuto anche come Maxi Edmond de Rothschild.

Varato nel febbraio 2026, il trimarano è stato progettato per navigare in volo in maniera ancora più efficiente rispetto alla generazione precedente. Dispone di foil a Y, timoni con superfici portanti e una deriva centrale con un'appendice capace di contribuire alla portanza.

La barca è lunga 32 metri, larga 23 e pesa circa 19,5 tonnellate. Può portare fino a 630 metri quadrati di vela nelle configurazioni più potenti. Il progetto ha richiesto un investimento di circa 18 milioni di euro.

Per Caudrelier la difficoltà sarà soprattutto quella di gestire una barca ancora giovane. Gitana 18 ha infatti trascorso gran parte del 2026 tra prove in mare, modifiche alle appendici e interventi di messa a punto, senza partecipare alle principali regate preparatorie.

Il suo potenziale è elevatissimo, ma resta da verificare quanto sia possibile sfruttarlo durante una traversata oceanica in solitario.

La Route du Rhum sarà quindi un confronto non soltanto tra navigatori, ma anche tra differenti filosofie progettuali: da una parte i trimarani già collaudati e progressivamente aggiornati, dall'altra un'imbarcazione completamente nuova che cerca di spostare ancora più avanti i limiti della navigazione a vela.

Per gli otto skipper degli Ultim, la sfida sarà percorrere le circa 3.542 miglia nautiche che separano Saint-Malo dalla Guadalupa nel minor tempo possibile. Ma per vincere non sarà sufficiente avere la barca più veloce. Sarà necessario riuscire a mantenerla integra e a farla navigare vicino al suo potenziale per quasi tutta la traversata.

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