venerdì 3 luglio 2026
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SailGP, collisione tra Black Foils e Francia: cosa dice la revisione tecnica

SailGP ha pubblicato la revisione tecnica sulla collisione tra Black Foils e Francia ad Auckland: velocità, foil e perdita di controllo.

Le nuove frontiere della vela stanno spingendo i mezzi tecnici al di la della velocità del cervello umano?
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SailGP, collisione tra Black Foils e Francia: cosa dice la revisione tecnica

La revisione tecnica pubblicata da SailGP sulla collisione tra i Black Foils della Nuova Zelanda e il DS Automobiles SailGP Team France riporta la vela foiling dentro il suo punto più delicato: il rapporto tra tecnologia estrema, velocità e controllo. L’incidente è avvenuto il 14 febbraio 2026 ad Auckland, durante la terza prova dell’ITM New Zealand Sail Grand Prix, appena 15 secondi dopo la partenza, quando il Black Foils SailGP Team, cioè il team della Nuova Zelanda timonato da Peter Burling, e il DS Automobiles SailGP Team France, cioè il team della Francia timonato da Quentin Delapierre, si sono scontrati ad alta velocità.

In quel momento le due barche stavano navigando ad alta velocità. Secondo SailGP, il F50 neozelandese viaggiava vicino ai 47 nodi, mentre quello francese era poco dietro, a poco più di 46 nodi. In pochi istanti il catamarano dei Black Foils ha perso il controllo, scivolando lateralmente fino a finire sulla traiettoria della barca francese. L’impatto ha causato danni gravi a entrambi gli F50 e ha portato al ferimento di due atleti.

La revisione tecnica di SailGP

La revisione condotta dalla lega è importante perché sposta il racconto oltre l’immagine spettacolare dell’incidente. SailGP ha analizzato dati di performance ad alta frequenza, telemetria di bordo, simulazioni e video per capire cosa sia accaduto prima dell’impatto. La conclusione principale è che non sarebbero emerse prove di un guasto meccanico o software nei sistemi della barca prima della collisione.

Il punto tecnico più rilevante riguarda invece una rapida sequenza di perdita di controllo legata alla ventilazione del foil. In termini semplici, quando un foil lavora a velocità molto alte può perdere presa sull’acqua in modo improvviso. Se questo accade in una fase critica, con vento forte, barca lanciata e altre unità vicine, il margine di recupero diventa minimo.

È qui che la tecnologia applicata alla vela mostra il suo doppio volto. I foil, i sensori, i sistemi di controllo e l’analisi dei dati permettono a queste barche di raggiungere prestazioni che pochi anni fa sembravano impensabili. Ma proprio perché tutto avviene a velocità estreme, l’errore, la raffica, la perdita di portanza o una variazione idrodinamica possono generare una catena di eventi quasi istantanea.

Velocità, spazio ridotto e sicurezza

L’incidente di Auckland non riguarda solo SailGP. Racconta una fase nuova della vela sportiva, nella quale la sicurezza non può più essere pensata con gli stessi parametri della vela tradizionale. Gli F50 sono catamarani foiling da competizione, progettati per volare sull’acqua, con equipaggi professionisti e sistemi di bordo avanzati. Eppure, anche in questo contesto, la combinazione tra velocità, spazio ridotto e perdita di controllo può diventare critica.

Dopo l’impatto, SailGP ha aggiornato il pubblico anche sulle condizioni degli atleti coinvolti. Louis Sinclair, grinder dei Black Foils, e Manon Audinet, strategist del team francese, sono stati indicati come i due velisti feriti nella collisione. Sinclair ha riportato fratture a entrambe le gambe, mentre Audinet è stata sottoposta ad accertamenti per lesioni addominali. Entrambi sono stati assistiti subito dopo l’incidente e trasferiti in ospedale.

La domanda, ora, non è se la vela foiling debba continuare a spingersi così avanti. Lo farà, perché è questa la direzione della vela ad alte prestazioni. La vera questione è come costruire procedure, formati di regata, spazi di manovra e sistemi di sicurezza capaci di accompagnare una tecnologia che corre molto più veloce della percezione umana.

Il limite non è solo la velocità

SailGP ha già trasformato la vela in uno sport televisivo, rapido, leggibile e spettacolare. Ma l’incidente di Auckland ricorda che dietro ogni immagine c’è una complessità tecnica enorme. Ogni foil lavora su equilibri sottilissimi. Ogni dato letto a bordo serve a tenere la barca dentro una finestra di controllo. Ogni metro tra due F50 può essere decisivo.

Per il pubblico, queste barche sono macchine affascinanti che volano sull’acqua. Per gli equipaggi, sono piattaforme estreme che richiedono concentrazione assoluta. Per gli organizzatori, sono anche una responsabilità: rendere lo spettacolo compatibile con la sicurezza degli atleti.

La collisione tra Black Foils e Francia resterà una delle immagini più forti della stagione SailGP 2026. Ma il suo valore più importante è tecnico. Mostra che nella vela foiling il limite non è solo la velocità massima raggiunta. Il vero limite è la capacità di restare in controllo quando tutto accade in pochi secondi.

© Riproduzione riservata

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