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Il primo video della storia dentro un uragano di categoria 4

E’ stato realizzato il primo video dentro un uragano di categoria 4 dall’americana Saildrone in collaborazione con la National Oceanic and Atmospheric Administration. Raccolti dati cruciali mai registrati prima

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Gli uragani sono uno dei fenomeni atmosferici più violenti che ci siano sul nostro pianeta e alcune zone del mondo sono particolarmente esposte alla loro furia, come per esempio il versante atlantico del continente americano.

Alcune cose che riguardano il funzionamento degli uragani, l’aumentare della loro forza per esempio, non sono del tutto note. Per tale ragione, il video in apertura girato da un drone dell’azienda americana Saildrone in collaborazione con i ricercatori National Oceanic and Atmospheric Administration è un documento eccezionale.

Per la prima volta nella storia sono state registrate delle immagini dentro un uragano di categoria 4, che nella scala di classificazione di questi fenomeni è seguito solo dalla categoria 5. In questo caso si tratta dell’Uragano Sam, che ha “scorrazzato” in Atlantico tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre, prima di perdere potenza https://www.youtube.com/watch?v=_AUzNLNGBeE.

Un uragano di categoria 4, con possibili venti fino o oltre i 100 nodi, può causare danni anche strutturali agli edifici, inondazioni delle aree costiere con onde medie anche superiori ai 6 metri e obbligare all’evacuazione le comunità costiere. Per questo motivo aumentare la conoscenza sugli uragani e il loro comportamento per alcune zone del nostro pianeta è molto importante.

Nel video realizzato dalla Saildrone, grazie a dei sensori di cui era equipaggiato il drone che ha eseguito le riprese, sono stati registrati dei dati cruciali per capire lo sviluppo di questi fenomeni estremi.



In particolare sono state raccolte delle informazioni su quanta energia viene scambiata tra aria e acqua, e altre per capire quanto l’attrito provocato dalla superficie dell’oceano faccia perdere velocità a un uragano.

Dati utili per aumentare la precisione delle previsioni sul comportamento di questi “Mostri atmosferici” e per capire come e quando possono aumentare d’intensità e quanto impiegano a rallentare e a perderla.

Il successo della missione è importante anche perché per la prima volta c’è un mezzo, il Saildrone, in grado di andare a svolgere un lavoro che altrimenti avrebbe richiesto il rischio di vite umane.

Potrebbe essere solo la prima di una serie di esplorazioni all’interno di questi fenomeni estremi, un territorio di ricerca ancora in parte inesplorato.

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