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lunedì 23 novembre 2020

Day 46 - Altri guai per Sansò

Javier Sansò ha di nuovo problemi in testa d’albero

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Day 46 - Armel Le Cléac´h riesce a mantenere il suo primo posto in classifica ad appena qualche miglio
davanti a Macif di François Gabart. I due sono ad appena 500 miglia dall’ultimo cancello il “Pacific Est”. Dopo una corsa che li ha portati a mantenere una buona media (hanno coperto oltre 400 miglia nelle 24 ore), ora Armel e François se la dovranno vedere con una zona di venti deboli che li rallenterà notevolmente tra mezzo giorno e mezza notte, quando dovrebbero essere raggiunti da una bassa pressione con forti venti da nord ovest, superiori ai 30 nodi che riporteranno la loro velocità sopra i venti nodi.

Dick e Thompson - Jean Pierre Dick e Alex Thomson dopo una notte passata a aspettare un vento più forte con medie piuttosto basse, ora hanno recuperato tre nodi di velocità e procedono a 15 nodi di media. Dick su Vibrac Paprec 3, dovrà cercare di recuperare le 100 miglia perse nelle ultime 24 ore.

Bernard Stamm – Stamm è arrivato in Nuova Zelanda nella baia di Dunedin dove sta cercando di riparare il suo idro generatore, ma anche qui le condizioni del mare non sono delle migliori e Bernard ha dovuto cambiare posizione durante la notte. Ricordiamo che lo skipper, per mantenersi in regata, non ha potuto filare ancora e rimane alla deriva dentro la baia.

Javier Sansò – In nona posizione, a 2600 miglia da Armel Le Cléac´h , lo spagnolo Javier Sansò su Acciona, continua ad avere problemi con la sua randa, o meglio con il sistema di rotaia e carrelli che ne governano la salita e la discesa lungo l’albero. Ieri sera, Javier ha sentito rumori che fanno temere la rottura del carrello di penna. Javier ha già avuto un danno in penna, quando gli si è rotta la drizza che si è incastrata sulle puleggie di testa che lo ha obbligato a riparare alle Canarie per la riparazione. Questa volta Javier tenterà la riparazione in mare e domani cercherà di salire in testa d’albero.

L’albero è a 30 metri, e le onde sono superiori ai 6 metri, è facile immaginare quanto possa essere difficile e pericolosa un operazione del genere.