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Vendée Globe: Ruyant allaga la barca, Bestaven scappa, Pedote va fortissimo

Un Vendée Globe con colpi di scena continui per questa edizione. Ruyant allaga la barca, Bestaven scappa e il nostro Pedote va fortissimo

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Il Vendée Globe sta affrontando l’Oceano Pacifico e non mancano le novità ad “agitare” la flotta. La prima riguarda Thomas Ruyant, sempre in lotta per la leadership fin dall’inizio della regata, che ha dovuto fronteggiare una via d’acqua clamorosa a prua.

Inizialmente si pensava per il peggio, ma lo skipper dopo avere rallentato la barca per constatare la natura del problema ha scoperto semplicemente che per i forti shock dati dalle onde si era aperto il tambuccio di prua dal quale erano entrati centinaia di litri d’acqua. Ruyant si era ovviamente precipitato a chiudere la paratia stagna in modo da non allagare l’intera barca.

Adesso il francese ha ripreso regolarmente la sua andatura, in seconda posizione staccato 101 miglia dal leader attuale, Yannick Bestaven su Maitre Coq. Un leader decisamente solido, anche alla luce dell’assegnazione degli abbuoni resi noti dalla direzione della corsa a proposito delle barche interessate nel salvataggio di Kevin Escoffier dopo l’affondamento di PRB.

Bestaven era tra gli skipper che sono andati alla ricerca di Escoffier e gli sono stati assegnate 10 ore e 15 minuti di abbuono, che verranno conteggiate sul tempo finale della regata. A Jean Le Cam invece, lo skipper che ha trovato Escoffier, sono state assegnate 16 ore e 15 minuti, 6 ore sono state invece attribuite al tedesco Boris Herrman.

Il trio di testa è quindi composto ancora dal leader Bestaven e dagli inseguitori Ruyant e Dalin, quest’ultimo staccato al momento di 134 miglia. Il gruppo degli inseguitori è guidato dal “solito” Jean Le Cam, adesso distante 489 miglia dal leader.

Va detto che, al netto delle fragilità riscontrate, le barche dotate di foil in questa fase di Oceano Pacifico, affrontata in condizioni di vento intorno ai 20-25 nodi, hanno dimostrato una superiorità abbastanza netta in termini di velocità. I problemi sorgono quando il vento e le onde peggiorano.

Sta spingendo molto forte anche Giancarlo Pedote, sempre decimo, che battaglia a stretto contatto con la franco tedesca Iasabelle Joschke. I due sono separati da sole 20 miglia, ma all’ultimo rilevamento fanno registrare una velocità ben superiore ai 20 nodi.

Pedote sente quindi che è il momento di spingere il piede sull’acceleratore anche perché i primissimi potrebbero essere coinvolti in una zona di poco vento nelle prossime 12 ore.

Il Vendée Globe 2020 resta più aperto che mai. Tutti i 10 skipper della top ten possono ambire a qualcosa di importante, l’Oceano Pacifico è ancora lungo e Capo Horn ci dirà se il leader Bestaven può puntare seriamente alla vittoria.